Gazzetta di Modena

Modena

«Nessun simbolo satanico, un malinteso»

di Enrico Vincenzi
«Nessun simbolo satanico, un malinteso»

Castelfranco. Demetra Comunicazioni: «Su quei diari l’illustrazione di un grafico di provata fama»

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CASTELFRANCO. «Uno spiacevole malinteso. Di questo si è trattato allorquando taluni genitori di bambini che frequentano gli Istituti scolastici primari e secondari Einstein di Reggio Emilia hanno ravvisato simboli satanici, massonici e sessuali tra le pagine del diario dei propri figli». È questa la replica dell’ingegner Clarissa Bruzzi dell’azienda di Castelfranci Demetra Comunicazioni all’indomani della polemica che ha travolto i diari pubblicati dalla stessa azienda. «Indubbia la probità dell'editrice - prosegue la replica - che mai prima d'ora era incappata in analoghe problematiche, così come sincero lo stupore ed il rincrescimento per l'accaduto. Occorre una doverosa spiegazione l'immagine incriminata. Si tratta di una tavola disegnata da Massimo Giacon, tratta dalla graphic novel “Il mondo così com'è”. Giacon, noto forse ai più quale autore di vignette sul settimanale “La settimana enigmistica”, ma docente all'Istituto Europeo di Design di Milano ed illustratore apprezzato anche dal Nobel Dario Fo, ha recentemente ultimato il lavoro, al cui interno si rinviene, appunto, l'altrettanto noto gioco basato sullo scovare le differenze tra due disegni. Le immagini in questione contengono, come espressamente indicatovi, diversi particolari distorti, che alterano deliberatamente la realtà e che tuttavia devono essere necessariamente contestualizzate - prosegue la nota di Demetra - In altre parole, nel diario di Demetra esse assumono una forma utilmente ricreativa, finalizzata a stimolare lo spirito di osservazione dei bambini cui lo stesso è destinato. Scrivono di Giocon: “utilizza il suo caratteristico stile pop muovendosi con maestria tra palazzi e condomini che si scambiano pareri sulle abitudini dei propri inquilini, stelle che si riorganizzano in nuove costellazioni, semafori che litigano tra di loro”. Vi è dunque da ritenere che l'utente del diario scolastico veda il disegno per quello che è, ovverossia un gioco, e non altro, tantomeno un fuorviante strumento portatore di concetti negativi che gli dovrebbero essere del tutto sconosciuti.Del resto, proprio la pluralità di interpretazioni dei disegni contestati fa si che gli asseriti simbolismi, oltretutto non veritieri, e che per quanto anzidetto non rappresentano altro se un nonsense, possano essere riconosciuti solo da chi abbia contezza dei relativi concetti. Consapevole e confortata dalla propria buona fede, pertanto, Demetra Comunicazioni intende comunque pubblicamente scusarsi per l'equivoco provocato, confidando tuttavia che i precettori, insegnanti e genitori, contribuiscano a chiarirlo ai bambini che lo necessitassero».

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