Gazzetta di Modena

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Pansa: «Reati in calo ma non si avverte»

di Carlo Gregori
Pansa: «Reati in calo ma non si avverte»

Il capo della polizia ora è modenese: «L’organico degli agenti è quasi adeguato. E ora avete una squadra anti-terrorismo»

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Una cerimonia sobria per tempi e modi e dopo un “sì” unanime del Consiglio comunale il capo della polizia, prefetto Alessandro Pansa, è diventato concittadino onorario dei modenesi. È stato innanzitutto un modo tutto modenese per dire grazie per l’impegno della polizia di stato e di tutte le forze dell’ordine per quanto fatto sia per il terremoto del 2012 che per l’alluvione del gennaio 2014. E per il municipio è stato un riconoscimento che fa seguito alla cittadinanza al procuratore antimafia Antonino Di Matteo. Un segnale colto bene da Pansa.

«È una città bella e operosa. Una città che attraverso la creatività culturale e artistica, unita all'operosità e all'arte del buon vivere, è un modello di stile italiano nel mondo», ha detto ringraziando per l’onorificenza. Poco dopo, davanti ai giornalisti, ha ribadito l’orgoglio di appartenere alla nostra comunità sottolineando che si tratta di uno sprone per tutte le forze dell’ordine per migliorare quotidianamente la lotta al crimine e mantenere alta la guardia contro le infiltrazioni mafiose che, ha sottolineato, qui non si radica.

Lo sforzo della polizia sul territorio, restando al tema, è stato espresso dal capo della polizia ricordando che a livello nazionale sta dando frutti: in un anno, nel 2014, a Modena i reati predatori (furti, scippi, rapine eccetera) sono calati del 5%. «Ma è un dato che purtroppo la popolazione fatica a riconoscere perché la percezione dell’insicurezza resta alta. L’obiettivo resta comunque mantenere la percentuale negativa attraverso iniziative che mantengano l’inversione di tendenza».

Alla domanda se per Modena gli organici della polizia siano adeguati, Pansa ha risposto citando tre numeri: «Certo, le tabelle degli organici previsti dal Ministero del’Interno non sono proprio fresche, risalgono agli anno Novanta, ma si legge che in tutta la provincia ci dovrebbero essere 549 agenti in servizio. Oggi sono 542. Quindi 7 di meno. C’è stato il blocco del turn-over e l’organico complessivo delle forze dell’ordine è calato del 14%. Tuttavia, stiamo intervenendo per sistemare al meglio gli organici. A Roma abbiamo aperto un tavolo per rivedere la presenza degli organici lavorando su certi settori amministrativi e burocratici».

Pansa ha poi spiegato che per il pronto intervento in caso di terrorismo non sono state istituite task force , ma squadre di primo intervento. Uno è a Modena, conta 10 uomini. «La minaccia del terrorismo si è evoluta - ha spiegato il capo della polizia - e non si può prevedere dove e quando colpirà, ma si possono istituire, oltre ai reparti speciali già esistenti, come i Nocs, anche gruppi di agenti di primo intervento pronti ad agire “H24”, addestrati apposta per intervenire arginando il pericolo localmente. Devono essere preparati ad agire in modo molto rapido perché lo schema del terrorista è attacco, ritirata, martirio».

Infine, la questione migranti. Pansa ha spiegato che si tratta di un fenomeno complesso in forte crescita. «Se nel 2014 i migranti arrivati sono stati 140mila, quest’anno sono già più di 120mila. Si tratta in prevalenza di siriani e eritrei che non vogliono fermarsi in Italia ma proseguire per altri Paesi e per questo non si fanno identificare in Italia: conoscono le regole europee. Oggi riusciamo a fotosegnalare il 70% di loro, sfuggono ancora molte donne e bambini. Ora ci sono anche gli hot-spot, anche se è una soluzione mi lascia perplesso».

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