Gazzetta di Modena

Modena

Pavimento hi-tech firmato da Florim

di Gaetano Cervone
Pavimento hi-tech firmato da Florim

L’azienda di Fiorano ha realizzato una base sensoriale per il museo di Lecce. Muccinelli: «Frutto di anni di ricerca»

3 MINUTI DI LETTURA





FIORANO. È il primo pavimento sensoriale in un luogo pubblico in Italia, si appresta a rivoluzionare il tradizionale sistema di monitoraggio e videosorveglianza ed è un prodotto interamente made in Emilia. Porta infatti la firma della storica azienda fioranese Florim e dei ricercatori del Centro Softech-ICT dell’Università di Modena e Reggio Emilia la pavimentazione “intelligente” inaugurata al Museo storico della città di Lecce (Must) in concomitanza con il primo viaggio virtuale in 3d tra i monumenti dell’età Augustea. È la prima uscita pubblica per il Florim Age che l’azienda di ceramica ha da poco brevettato dopo uno studio di anni e che ha permesso di realizzare lastre di ceramica capaci di rilevare quanto accade in superficie. Ogni dodici centimetri quadrati c’è un sensore, nascosto sotto le finiture in ceramica e all’interno di una speciale guaina che consente di registrare tutto grazie allo spessore di soli 4 millimetri delle lastre. «Produciamo lastre ceramiche in gres porcellanato per tutte le esigenze dell'edilizia, ma come azienda siamo molto sensibili anche ad aspetti legati al sociale - spiega Davide Muccinelli, Project Manager di Florim - Un’indole innovatrice e partnership di ricerca ci hanno portato a sviluppare nuove soluzioni con possibili ricadute anche in ambito sociale, come la possibilità di avvertire in caso di cadute di persone, ad esempio anziani soli in casa». Il nuovo pavimento consentirà di farlo, perché sarà dotato di sensori ultrasensibili a cui non sfugge nulla. A progettarli hanno pensato i ricercatori del Centro Softech-ICT dell’Università di Modena e Reggio Emilia: «Abbiamo ideato un sistema che consente al pavimento di diventare telecamera – spiega la professoressa Rita Cucchiara, direttore di Softech – La disposizione dei punti sensoriali in riga e in colonna come fossero dei pixel consentirà in futuro di rilevare non solo la presenza, ma anche il comportamento delle persone sul pavimento». All’ingegnerizzazione del sistema ha pensato invece la bolognese Exelmicroel, concludendo così un gioco di squadra favorito dalla Regione che ha finanziato le ricerche al Tecnopolo. Superfici che consentono di registrare passaggi di persone fino rilevarne il peso sono utilizzate, soprattutto in ambito medico, ma sono molto costose e invasive, nessuno si sognerebbe mai di metterle in casa e neppure in luoghi pubblici come musei o centri commerciali. «In molti casi si tratta di moquette o parquet – spiega Muccinelli – Il nostro ha invece una superficie esteticamente unica e con le caratteristiche migliorative della ceramica: si può lavare, non è attaccabile da acidi, si può installare su qualsiasi rivestimento». Come dire: il trucco (in questo caso, il sensore) c’è, ma non si vede. Un particolare di non poco conto considerando che il pavimento sensoriale potrà essere installato per monitorare i flussi pedonali (ad esempio nei centri commerciali) o per sorvegliare porzioni di musei senza l’invadenza delle telecamere e nel rispetto della privacy.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google