Università di Modena: per Scienze della Vita, una casa da 35 milioni
Tre piani con 280 postazioni di lavoro, 56 laboratori di ricerca e 9 per la didattica e una innovativa camera libera dai metalli
MODENA. Un intervento da 35 milioni di euro, realizzato grazie alle risorse rese disponibili da Inps, attraverso il fondo Aristotele, gestito da Fabrica sgr, con 56 laboratori di ricerca, 9 laboratori didattici e 5 di appoggio, 7 aule per lezioni frontali, 6 aule specialistiche e 280 postazioni di lavoro nei tre piani fuori terra.
Taglio del nastro, ieri mattina, per la nuova sede dei dipartimenti di Scienze chimiche e geologiche e di Scienze della Vita in via Campi, 103, nel cuore pulsante di un campus che, ha detto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli durante la cerimonia in aula magna, «dovrà essere reso di livello europeo». I lavori, durati circa 3 anni e mezzo, sono stati realizzati dalla Cmb di Carpi, su progetto dello studio Rossiprodi Associati di Firenze, in partnership con la modenese Ingegneri Riuniti. Il complesso è progettato, inoltre, per accogliere una popolazione accademica permanente di circa 2300 persone. L’edificio è articolato in quattro corpi principali con altezza massima di 4 piani fuori terra, che definiscono due ampie corti aperte, orientate verso la città storica, e due corti verdi chiuse, sulle quali si affacciano gli spazi dedicati alla didattica.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.12136890:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/09/22/fotogalleria/l-inaugurazione-del-dipartimento-di-chimica-e-geologia-1.12136890]]
L’imponente struttura, in più, ospita una Clean room “metal free”, ovvero un laboratorio, unico in Italia, costruito senza nessuna parte in metallo visibile, per analisi che devono essere eseguite in un ambiente privo di contaminazioni per assicurare uno standard di altissima qualità e precisione. Un fiore all’occhiello, dunque, che è stato tenuto a battesimo dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, oltre che dal sindaco Muzzarelli, dal rettore Angelo Oreste Andrisano, dal presidente di Cmb Carlo Zini, tra gli altri protagonisti dell’opera. Il ministro Poletti, al quale è stato consegnato il sigillo d’Ateneo dal rettore Andrisano, ha descritto la nuova, grande struttura, come «uno dei simboli in cui la comunità ha bisogno di identificarsi. Dà il senso del bello, della forza, ed è il luogo dove molti giovani costruiranno le basi del proprio sapere. È un esempio dell’atteggiamento positivo di chi sa prendere decisioni e agire. E rappresenta anche il punto di equilibrio tra il sapere inquadrare le esigenze della collettività e il mobilitare le risorse necessarie per soddisfarle. Questa struttura è un occhio sul futuro. Ed è stata costruita in condizioni non ordinarie: vale a dire, dopo un terremoto devastante» ha concluso Poletti. Tutti gli intervenuti hanno poi sottolineato la grande importanza per la ricerca e il sapere scientifico dei dipartimenti, già operativi. Il rettore ha evidenziato come attorno al Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche ruotino finanziamenti in ricerca per quasi 2 milioni di euro. Il presidente Bonaccini ha poi ricordato come l’Emilia Romagna sia terra d’eccellenza, fatto dimostrato dall’inaugurazione dei dipartimenti, e l’inaugurazione del World Food Research and Innovation Forum, progetto strategico per la partecipazione della regione nell’ambito di Expo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
