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Vigili in rivolta: «Pronti ad andarcene»

di Marco Pederzoli
Vigili in rivolta: «Pronti ad andarcene»

«Se l’amministrazione caccia il comandante, chiediamo il trasferimento». Il sindaco: «Non faremo marcia indietro»

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VIGNOLA. È guerra aperta tra il Corpo Unico di polizia municipale dell’Unione e l’amministrazione comunale vignolese, che da alcuni mesi ha sfiduciato l’attuale comandante del Corpo Unico, Fabio Venturelli.

Dopo la tensione alle stelle riemersa la scorsa settimana, ieri il dado è stato definitivamente tratto, tanto che è stata paventata una mossa di grande effetto: se l’amministrazione vignolese non ritornerà sui propri passi, tanti vigili sono pronti a presentare una richiesta di trasferimento di massa presso altre amministrazioni. Tuttavia, la protesta sembra picchiare sul duro.

Il presidente dell’Unione e sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, non vuole arretrare di un centimetro e ribatte: «Le richieste di trasferimento in massa non sono possibili. Al massimo si licenzieranno».

Il “passaggio del Rubicone” che ha segnato la guerra aperta tra vigili e amministrazione vignolese è avvenuto ieri dopo frenetiche consultazioni tra gli agenti, che hanno prodotto una nota firmata da Federico Coratella, coordinatore provinciale del sindacato Diccap – Sulpl. In questo documento, i vigili fanno quadrato attorno al loro comandante e dicono: «Gli agenti della polizia municipale dell'Unione vogliono rendere partecipi i cittadini e le amministrazioni della loro forte preoccupazione per la gestione attuale del sistema sicurezza. In giugno 2015 il consiglio comunale di Vignola ha votato la sfiducia per l’attuale comandante pur non avendone competenza. A causa di tale votazione, nonostante tutti i sindaci degli altri 6 comuni dell’Unione fossero contrari, non è stato rinnovato il contratto al comandante, in scadenza a giugno 2015, ma gli è stata proposta solo una proroga di 6 mesi, rifiutata dallo stesso. La professionalità dell’attuale comandante è riconosciuta da tutti gli altri sindaci dell’Unione, dirigenti amministrativi, ufficiali e militari delle forze dell’ordine come persona capace, preparata, onesta e disponibile. Inoltre ha portato allo scoperto alcuni tra i più eclatanti abusi edilizi, in particolare a Vignola. Questa organizzazione ha prodotto numerosi successi documentati. Inoltre non sottovalutiamo il risparmio economico ottenuto. Ad oggi vediamo che tale organizzazione vuole essere eliminata dall’amministrazione di Vignola, che vuole togliere l’attuale comandante, paventando l’uscita dall’Unione e non si capisce il tipo di motivazione. Di fatto si vogliono eliminare i gruppi specialistici, ovvero la pattuglia di pronto intervento, per riportare il sistema di sicurezza indietro di 20 anni dove gli agenti di polizia venivano messi in centro storico a dare informazioni e a fare le belle statuine. Gli agenti del Corpo, finora, per forte senso del dovere verso la cittadinanza hanno continuato a svolgere al meglio il proprio servizio, nonostante stiano lavorando senza un progetto e senza sapere quale sia il loro futuro ma se dovessero essere messi ulteriormente in difficoltà – chiude la nota - sono pronti a chiedere in massa il trasferimento presso altre amministrazioni. Per chiarezza, siamo disponibili ad un confronto pubblico in ogni sede e luogo deciso dall’amministrazione di Vignola e dell’Unione». Secca ma determinata la replica del sindaco di Vignola e presidente dell’Unione, Mauro Smeraldi: «Il fatto che Venturelli si faccia da parte è essenziale perché non c’è più un rapporto di fiducia, in quanto fin dall’inizio della nostra legislatura avevamo chiesto diversi cambiamenti nell’organizzazione del Corpo Unico e non sono stati fatti. Non sapevo nulla né della lettera del sindacato né di quella di Venturelli. In ogni caso, siamo disponibili a un confronto pubblico. Peraltro, è in corso anche un dialogo molto costruttivo sui vigili con i sindaci Pd. Mi sono recentemente complimentato con l'assessore alla polizia municipale dell'Unione, Fabio Franceschini, per come stava conducendo i lavori. Si stava ipotizzando anche un rientro di Savignano nel Corpo Unico».

E sulle paventate richieste di trasferimento in massa? «Non sono legalmente possibili. Al massimo si licenzieranno» dice Smeraldi.

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