Barbieri, persa una classe Quattro sindaci in rivolta
L’istituto superiore di Pievepelago non ha potuto far partire la prima liceo Dai primi cittadini del distretto lettera aperta al provveditore: «Grave danno»
PIEVEPELAGO. Riesplode la questione Barbieri a Pievepelago, o meglio ex Barbieri, visto che l'istituto dal 2011 ha perso la denominazione classica per essere statalizzato, diventando succursale del Cavazzi-Sorbelli di Pavullo con due indirizzi: liceo scientifico e istituto tecnico commerciale. L'anno appena iniziato ha portato un amaro risvolto per la scuola, che si è trovata senza i numeri per fare partire il liceo: troppo pochi i ragazzi, a cavallo della decina, che sono stati assorbiti direttamente dalla sede madre di Pavullo iniziando così la vita da pendolari su un percorso di 45 minuti che diventano molti di più con la neve. Evidenti i disagi, al punto che lo scorso 11 settembre i sindaci di quattro Comuni (oltre a Pieve, Fiumalbo, Riolunato e Lama) si sono uniti nell'estremo tentativo di salvare l'annata indirizzando un'accorata lettera al direttore dell'Ufficio scolastico regionale Stefano Versari, alla dirigente provinciale Silvia Menabue e al preside del Cavazzi- Sorbelli Stefano Graziosi. Al centro, la richiesta di attivazione di una “classe articolata” che preveda nelle materie comuni l'accorpamento con la prima dell'istituto tecnico, regolarmente partita, «rendendo anche più appetibile e stimolante la cattedra oraria». Un'istanza che viene avanzata con il carattere di assoluta temporaneità, perché già il prossimo anno si prevede di avere numeri ben differenti, visto che arriveranno gli studenti di tre sezioni di medie, due di Pieve e una di Fiumalbo. La lettera però non si limita a questo. Denota anche un senso di insoddisfazione generale per come è stato gestito il Barbieri dopo la statalizzazione. Si fa riferimento a problemi «già illustrati verbalmente e non solo in diverse circostanze e incontri» e si riconduce lo stop alla prima liceo «anche al mancato coordinamento con l'istituto superiore di Pavullo, la cui scarsa fiducia collaborativa non ha favorito il consolidamento della succursale di Pievepelago». Dinamica avvertita a tal punto che in seconda istanza si chiede anche «un incontro urgente per vagliare l'eventualità di un distacco dall'istituto Cavazzi-Sorbelli e l'esame di una soluzione alternativa a fronte delle difficoltà incontrate in questi anni». Tra i motivi di amarezza la mancata attivazione dello ski college, così come la bocciatura della richiesta (avanzata il 7 novembre 2014) di far partire per l'anno 2015/16 un indirizzo turistico al posto del commerciale. «La nostra popolazione – notano i sindaci – si sente abbandonata e guarda con sfiducia e amarezza alle autorità locali e statali, ritenendole responsabili di tanti sacrifici e disagi».
Daniele Montanari
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