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Modena, per tre anni diagnosi errata al seno: la ciste era un tumore, morta

di Carlo Gregori
Modena, per tre anni diagnosi errata al seno: la ciste era un tumore, morta

Processo per omicidio colposo per due medici del Centro Screening Mammografico che per tre anni le fecero screening semestrali. Il racconto commosso della figlia, che oggi è diventata medico, della scoperta del male e degli ultimi mesi di vita della madre

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Quante possibilità di vita in più avrebbe avuto se la diagnosi fosse stata corretta? Il nodulo grande come una capocchia di spillo sul seno sinistro che le procurava dolore non era una ciste, come per ben tre anni avevano diagnosticato due medici del Centro Mammografico del Poliambulatorio Ausl.

UNA TERRIBILE REALTA'.  Era un tumore. E quando è arrivata la scoperta, era tardi. Il suo calvario e la estrema sofferenza che ha provocato la malattia anche al marito e alle figlie è terminato con la sua morte nel giugno 2010: a nulla sono servite le cure. Il tragico caso di Gloria Dalla Rovere, moglie di Guido Aggazzotti, della storica famiglia modenese, è stato evocato ieri in tribunale davanti al giudice Manuela Cortelloni. Imputati sono due medici del centro mammografico, entrambi accusati di omicidio colposo per negligenza; li difende l’avvocato Andrea Mattioli. Parte civile i familiari della paziente deceduta, assistiti dall’avvocato Luca Brezigar.

CONTROLLI FREQUENTI PER EREDITARIETA'.   Gloria Dalla Rovere era estremamente scrupolosa nei suoi controlli diagnostici al seno perché temeva un’ereditarietà tumorale. Anche prima dei 50 anni, quando diventano di prassi, si sottoponeva a screening che nel 1998 avevano portato alla scoperta di un nodulo sul seno destro che era stato sottoposto a una mastectomia. Ma nel 2003 quando è tornata a sottoporsi ogni semestre a una visita di controllo attraverso lo screening non è risultato nulla di pericoloso, secondo i medici Gloria aveva segnalato la presenza di una piccolissima protuberanza che le causava dolore, al seno sinistro, ma i medici ogni volta, per ben sei volte, avevano diagnosticato che si trattasse di una comune ciste. Invece era un tumore.

Ma lo si è scopertao solo nel 2006 quando una terza dottoressa, che ieri ha raccontato in aula la scoperta, ha fatto un esame nuovo- l’ago aspirato - dopo che Gloria aveva segnalato l’insistente dolore. E in quell’occasione ha capito che quella capocchia sulla pelle non era una ciste, bensì un tumore ormai avanzato.

La figlia maggiore di Gloria, oggi anche lei medico, ha rievocato qeui giorni terribili scoppiando a piangere. Ha ricordato al giudice che la sua famiglia viveva in una simbiosi; quella scoperta tardiva aveva procurato angoscia a tutti e per lei il timore di essere ammalata. La recidiva del 2009 ha messo in ginocchio tutta la famiglia: Gloria era assistita da un infermiere ma la sua situazione era talmente grave che tutta la famiglia le stava accanto giorno e notte. Tutte le cure sono risultate inutili. Nel giungo 2010 Gloria è deceduta.

Il giudice ha aggiornato l’udienza al 22 dicembre. In quella occasione ascolterà le perizie di 7 consulenti medici.

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