Il procuratore militare: «Vessava gli allievi cadetti dell'Accademia di Modena, processatelo»
Minacce e epiteti pesanti nei confronti di aspiranti cadetti all'Accademia Militare di Modena: la Procura militare di Verona ha chiesto rinvio a giudizio per l'istruttore, un ufficiale dei carabinieri di 27 anni. Tra le ingiurie continue a sei sottoposti, ora parti offese: «Se potessi metterti le mani addosso lo farei volentieri»
MODENA. L’istruttore militare non si limitava ai soliti epiteti coloriti o agli sfottò verso gli allievi, ma secondo l’accusa passava a vessazioni e ingiurie pesanti. Una richiesta di rinvio a giudizio per minaccia ed ingiuria continuata ad un inferiore è stata mossa dal Procuratore del Tribunale militare di Verona nei confronti di un 27enne ufficiale dei carabinieri in servizio al Reggimento Allievi dell'Accademia Militare. In seguito alla lettera inviata da una delle presunte vittime al Comando generale e all’inchiesta aperta subito dopo, è accusato di una serie di presunte vessazioni verso alcuni aspiranti allievi ufficiali. Sono sei le parti offese.
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«Inetto, incapace, cretino». E anche «Se potessi metterti le mani addosso lo farei volentieri». E «per lei i prossimi due anni saranno un inferno...» Sono queste le frasi che sei aspiranti allievi si sarebbero sentiti rivolgere durante il corso dal comandante di plotone. Il caso - ha riferito l'avvocato Giorgio Carta, che ne è il difensore - è stato sollevato da un 22enne aspirante allievo ufficiale, che si è visto poi escluso dall'Accademia al termine del tirocinio. La sua lettera al Comando generale ha spinto il vertice ad avviare un accertamento a tutto campo: l’indagine è condotta dal procuratore militare di Verona Enrico Butitta.
Il 22enne, proveniente da una regione del Sud, aveva scritto una lettera all'allora comandante dell'Arma dei Carabinieri, generale Gallitelli, per segnalare la situazione di cui lui ed altri compagni di corso erano vittime. Secondo la tesi accusatoria, il comandante di plotone avrebbe prospettato un «ingiusto danno» all'aspirante ufficiale ed avrebbe offeso «il prestigio e la dignità» di altri cinque. Giovedì sarà il Gup militare a decidere se rinviare il militare a giudizio.
Con il 22enne altri cinque compagni di corso hanno testimoniato di aver subito la stessa sorte nel corso degli stessi addestramenti.
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