Gazzetta di Modena

Modena

trenta pakistani

Profughi portati a Bologna

Eppur si muove. La macchina degli aiuti ai profughi pakistani si è messa in modo e dopo i primi 4 richiedenti asilo portati a Bologna , ieri è stata la volta di una trentina di profughi. Questo...

1 MINUTI DI LETTURA





Eppur si muove. La macchina degli aiuti ai profughi pakistani si è messa in modo e dopo i primi 4 richiedenti asilo portati a Bologna , ieri è stata la volta di una trentina di profughi. Questo “controesodo” è stato organizzato dalla prefettura, alla luce delle decine di nuovi arrivi, non previsti e non “catalogati” di profughi che giungevano Modena via terra. Non si tratta cioè di migranti arrivati in Italia via mare e suddivisi sul territorio nazionale per l’accoglienza in attesa del permesso umanitario, quanto di migranti venuti dal Pakistan per fuggire ai regimi talebani che, dopo aver attraversato Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia e Austria, arrivano via treno, Tir e auto a Modena. E qui chiedono aiuto e asilo politico: un po’ li ha assorbiti Porta Aperta dando cibo e coperte, un po’ le tribune del Novi Sad, dove dormono. La prefettura di Modena ha trovato in accordo con quella di Bologna per fare in modo che, una volta portati nel centro stranieri del capoluogo, questi pakistani possano usufruire dei trattamento dei migranti di mare. Il più era portarceli. Ieri 30 sono saliti sul pulmino di Seta e portati a Bologna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google