Rinviata a giudizio per stalking alla cognata
Una 45enne di Pavullo sarà processata per offese e minacce dopo lite su una casa ereditata
PAVULLO. Perseguitava la cognata, secondo la Procura e per questo è stata rinviata a giudizio per stalking. Ieri il giudice delle indagini preliminari ha rinviato a giudizio una 45enne pavullese accusata di aver insistentemente preso di mira la sorella del marito con offese e pesanti minacce. Il processo si aprirà nel luglio 2016.
L’udienza sull’insolita accusa si è tenuta ieri mattina davanti al giudice Paola Losavio che ha riconosciuto come fondate le tesi del pm, presente anche la parte offesa assistita dall’avvocato Annalisa Tironi.
Il caso verrà sviscerato nel corso del processo ma già ieri si è saputo che la presunta persecuzione durata quasi un anno - dal 2013 al 2014 - riguarda una casa alla periferia di Pavullo ereditata dai fratelli dopo la morte del padre. Ma l’edificio, che si torva in una zona rurale isolata e comprende anche un terreno, è rimasto per ora senza un proprietario perché intorno all’utilizzo e la suo possesso è scoppiata una lite di famiglia e ora è in corso una causa civile.
Nella casa abita la donna che è parte offesa, anche lei 45enne. Ci abita ma non il fine settimana perché da troppo tempo, dice, la cognata si presenta proprio sabato o domenica per restare sul terreno. Da lì l’ha offesa molte volte e l’ha anche minacciata. Nell’esposto presentato in Procura nel 2014, la cognata avrebbe anche gridato: «Ti faccio scoppiare con la casa!», oltre ad altre frasi simili. Per questi motivi, ultimamente quando arriva il fine settimana la donna se ne va altrove: sostiene di temere che la cognata metta in atto le minacce e dice si sentirsi comunque perseguitata, di non sopportare più la sua presenza. La denuncia ha avviato un’indagine che per la Procura era fondata: di qui la richiesta di rinvio a giudizio e ieri la fissazione del processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
