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Stazione treni, per i bagni c’è una nuova telecamera

Stazione treni, per i bagni c’è una nuova telecamera

È stata piazzata sopra all’ingresso ed è collegata direttamente con la Polfer Intanto tra i binari imperversa una banda di borseggiatori che assale i cinesi

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Adesso c’è quella guardia che mancava. Non ha la divisa, si sposta solo quando altri lo decidono ma è implacabile, i suoi occhi sono sempre puntati sull’obiettivo. È la nuova telecamera di sorveglianza collocata sul “soffitto” del primo binario, pendente come una palla da discoteca e puntata in modo da osservare H24 la zona dei bagni della stazione dei treni.

Quei bagni che da troppo tempo erano finiti in un colpevole dimenticatoio, all’interno dei quali accadeva di tutto. Abbiamo raccontato come fossero frequenti gli incontri tra uomini nel bagno delle donne , per la presenza di comodi water su cui appoggiarsi ( i bagni degli uomini sono alla turca), incontri, durante il periodo delle scuole che vedevano protagonisti , come riferito da chi vi lavorava tutti i giorni, anche ragazzini. Ma non solo: un via vai di gente che li utilizza per cambiarsi d i tutto punto, a mo' di docce, un luogo di “conforto” per i barboni che approdano dall'area ex scalo merci ora blindata o dall’area dell'ex manifattura tabacchi, la zona non ancora costruita e in abbandono. A corredo di tutto ci sono gli affari di droga, luoghi per il confezionamento e la consegna di dosi e il giro di alcuni tossicodipendenti

Ci voleva una guardia e ora, grazie alla collaborazione tra le Ferrovia e la polizia, è stata piazzata ed è nuova, “brandeggiante “ (nel senso che la si può spostare utilizzando un joystick come una playstation) e con gli schermì sempre accesi nelle stanze della polizia ferroviaria. se c’è qualcosa che non va o che insospettisce, ecco che così è facile intervenire. Ma la stazione non è fatta di soli bagni: ultimamente è attiva una banda di ragazzini maghrebini (17-20 anni) che era attiva tempo fa nella stazione di Reggio. Ora hanno scelto la nostra stazione e, di solito a cavallo del mezzogiorno, entrano in azione.

Sono abili borseggiatori, che arraffano portafogli e, in particolare, prendono di mira gli smartphone di ignari cinesi in attesa del treno o appena scesi. I derubati chiamano el forze dell’ordine ma poi, quando c’è da presentare denuncia, glissano e lasciano perdere. Intanto la banda sta facendo affari.

Stefano Totaro

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