Jobs Act, la Fiom incassa il no di Confindustria
Valter Caiumi risponde alla lettera di diffida: la legge piace e la applicheremo Pizzolla alla segretaria Cgil Camusso: la nostra non è una iniziativa locale
“Iniziativa locale? Niente affatto. La nostra iniziativa rientra nelle decisioni prese dal direttivo nazionale Cgil”. La replica della Fiom/Cgil di Modena alle dichiarazioni della leader nazionale della Cgil Susanna Camusso è arrivata puntuale. Ospite di Confindustria Modena per parlare di welfare aziendale, infatti, la Camusso ha etichettato la scelta della Fiom di Modena di inviare delle lettere di diffida alle aziende modenesi dall’applicare il Jobs Act come un’iniziativa locale. “Dichiarazioni inopportune – chiosa Cesare Pizzolla, segretario provinciale della Fiom/Cgil di Modena – e fuori luogo. Questa iniziativa, pur essendo al momento limitata al territorio emiliano-romagnolo, sta pienamente dentro alle decisioni di contrasto al Jobs Act, assunte quasi all'unanimità il 18 febbraio scorso dal direttivo nazionale Cgil, dove tra i tanti strumenti da usare per rendere inapplicato il Jobs Act, spicca, a dire proprio della Cgil, la contrattazione. Penso che invece di rilasciare queste dichiarazioni, sia più utile decidere come portare avanti l’iniziativa di contrasto al Jobs Act su scala nazionale e, se non si ritiene utile l'iniziativa che stiamo portando avanti in Emilia-Romagna, con lavoratori che hanno già speso parecchie ore di sciopero, bisogna che qualcuno proponga un’alternativa valida e concreta che permetta di contrastare questo provvedimento.
Intanto le lettere di diffida con l’invito della Fiom ad aprire un confronto sul Jobs Act, sono arrivate sul tavolo di centinaia di imprese modenesi e anche di decine di associazioni di categoria, tra le quali Confindustria Modena, con la quale non è mancato il botta e risposta mediatico. E pochi giorni fa è arrivata la risposta ufficiale da parte degli industriali modenesi. “La risposta – dice Pizzolla – di Confindustria Modena è che il Jobs Act è una buona legge, da tenere proprio stretta, e che l’associazione non aderisce a nessuna richiesta di confronto. Trovo, allora, alquanto ipocrite e contraddittorie le dichiarazioni dei giorni scorsi da parte del dottor Valter Caiumi e del dottor Simone Gradellini che, da una parte, firmano questa lettera dove si valorizza una legge che permette di liberalizzare i licenziamenti e, dall'altra, dichiarano che non avverranno licenziamenti senza giusta causa perché le aziende non si divertono a licenziare. È un po’ come tenere una pistola carica alla tempia dei lavoratori e dire tanto non premo il grilletto. Ma a chi la vogliono raccontare. Questa lettera conferma che per Confindustria di Modena diventa determinante, per la competitività delle proprie aziende associate, la compressione dei diritti”.
Le parole sembrano essere chiare: la legge c’è e va applicata. Non a caso nei giorni scorsi lo stesso Gradellini aveva definito quella della Fiom una battaglia di retroguardia, sostenendo assurda “che ci minaccino – aveva affermato in un convegno dove il giudice del lavoro Carla Pontrio aveva “smontato” il Jobs Act etichettandolo come uno slogan – perché vogliamo applicare la legge”. “Proprio perché penso – conclude Pizzolla - che questa idea di competitività non sia sposata dalla maggioranza dagli imprenditori modenesi, che invece nel loro fare quotidiano hanno basato la competitività su altri fattori, rilancio la proposta di un confronto a carattere generale, senza scaricare sulle singole imprese la soluzione del problema. Se ciò non sarà possibile, la responsabilità di lasciare da sole le aziende di fronte a tali richieste, sarà totalmente riconducibile all’indisponibilità di Confindustria Modena a trovare una soluzione che provi a dare una risposta univoca, almeno a livello regionale, visto che ormai le lettere della Fiom sono partite in quasi tutto il territorio dell'Emilia-Romagna”.
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