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La Miss va in guerra ...

di STELLA TAGLIAZUCCHI *
La Miss va in guerra ...

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MODENA. E di che vogliamo parlare oggi? Ma di Miss Italia ovviamente, scomodando quei tempi lontani in cui la Salerno e la Squillo cantavano che oltre alle gambe c'era di più. (che poi mi verrebbe un "da che pulpito"). Ha detto quella cosa sulla guerra e ha scatenato il putiferio.

A suo dire avrebbe voluto vivere la guerra, che oltre al fatto che ogni nostra nonna le avrebbe tirato un calcio nel sedere non le serve la Delorean per tornare indietro nel tempo ma le basterebbe comprarsi un biglietto aereo per un posto in cui ora (ahimè) la guerra c'è ancora. Archiviato questo spiacevole episodio in cui contraddiceva anche le nostre due soubrette citate all'inizio, ha poi postato un video in cui dice che la vita da Miss è difficile perché non era ancora riuscita a dormire, e io lo so che qualcuna di voi mamme con il figlio treenne che dorme 27 secondi a notte l'ha offesa; ma lei è Miss Italia quindi stop. Valanghe di meme sui social l'hanno messa in qualsiasi evento storico, alcuni anche molto divertenti: "Vorrei tornare con Maria Antonietta, tanto poi la guerra la fa Lady Oscar".

Alta, capello corto e bella, con Jordan tatuato su un fianco. Che poi voglio dire: che ce ne facciamo di una Miss Italia intelligente se poi i maschi sono peggio di lei? Perché il 'da che pulpito" non si adatta benissimo solo a Sabrina e Jo ma anche a tutti quelli che davanti ad una dichiarazione così scarsa hanno solo cavalcato l'onda dello "guarda come sei capra" senza ammettere che nemmeno loro sapevano quando in realtà è finita/iniziata 'sta guerra. Il dramma di noi trentenni non esattamente gigafighe come la Miss (e che magari siamo curiose e interessanti) è che non solo non vogliamo tornare alla guerra ma abbiamo anche degli interessi che ogni giorno si vanno a scontare con un "c'è l'Inter domenica, non possiamo andare da nessuna parte".

Quindi anche se essere belle aiuta cosa cambia essere anche intelligenti se poi gli uomini rimangono sempre gli stessi? Dopo questa domanda catartica potrei citare un Manzoni nel cinque Maggio e scrivere "Ai posteri l'ardua sentenza", ma a mia figlia (o a chiunque sarà il mio postero) non augurerò di trovarsi in queste situazioni nè tantomeno di doverle risolvere. E le farò ascoltare qualche volta 'Siamo Donne', magari le prenderà sul serio. * makeup artist

@StellaStrala

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