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Modena onora sua maestà il tortellino

Luca Marchini
Modena onora sua maestà il tortellino

In un mese come quello di settembre colmo di eventi squisitamente modenesi, tutti dedicati alle migliori eccellenze culinarie nostrane, non si può non parlare di un prelibato e...

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MODENA. In un mese come quello di settembre colmo di eventi squisitamente modenesi, tutti dedicati alle migliori eccellenze culinarie nostrane, non si può non parlare di un prelibato e celebrato prodotto del nostro territorio frutto della migliore cultura contadina-casalinga: il Tortellino. Tale è la sua centralità nei menù delle nostre tavole, un tempo quasi prettamente domenicali, che potremmo annoverarlo come ricetta simbolo dell'Emilia e quindi anche di Modena.

A rendere omaggio a questo capolavoro tutto nostrano, non sono solo cenni storici e vademecum più o meno condivisi, bensì la celebrazione più sentita e creata da tutte quelle testimonianze fatte “di pancia e di cuore” che descrivono il tortellino della loro domenica, della loro nonna e del loro Natale. Pasta all'uovo fatta a mano, all'interno ingredienti scelti, ben selezionati da ricettari di famiglia oramai lisi, chiusura fatta rigorosamente con il dito mignolo: questo ciò che davvero assaporiamo ogni volta che il cucchiaio si immerge nel brodo, un pieno di pura tradizione, qualunque siano le piccole e innumerevoli varianti che ogni famiglia apporta.

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Esistono diverse leggende e forse la più realistica e suggerita è quella che fa nascere questo piatto a Castelfranco Emilia, dopo che un oste, sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite, rimase colpito dalla bellezza del suo ombelico, tanto da volerlo riprodurre con un involucro di pasta all'uovo e un ripieno di carne, ma soprattutto dandogli una forma tanto similare a quello che vide.

Indubbiamente, leggenda a parte, il tortellino nasce dalla fantasia di qualche rezdora di voler recuperare gli avanzi della domenica, creando così un ripieno di carne. Il tortellino, storicamente, altro non è che un piatto del “recupero”, il caso vuole essere straordinariamente in linea con il tema dell'Expo 2015!

Nel tempo divenne sempre più ricetta e ogni famiglia iniziò a metterci ciò che pensava fosse “tocco d'arte e di sapore”, ma non potrà mai mancare carne di maiale, prosciutto, mortadella, parmigiano reggiano e noce moscata.

Ben vengano quindi le simpatiche diatribe su chi davvero riproduce fedelmente la ricetta, servono a tenere viva la tradizione e l'amore per queste antiche ricette così gelosamente custodite. Le “sfide” tra i saperi di famiglia o addirittura tra città limitrofe, altro non fanno che alimentare il senso di appartenenza ad un'identità locale e quindi diventa anche un'opportunità per raccontare ad ogni generazione le proprie radici storico-culturali di “campanile”.

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