«Un linguaggio diverso per i problemi di oggi»
La direttrice Anderlini: pluralità di voci con forti individualità
«Abbiamo cercato di dare conto di una pluralità di voci e tendenze della poesia italiana contemporanea, ma anche di puntare su individualità forti, che talvolta hanno un pubblico di lettori al di fuori dei lettori abituali di poesia. Penso ai poeti della Sardegna (Fois, Masala e Berardi), a Ivano Ferrari, a Chandra Livia Candiani e a Franco Arminio. Per gli spettacoli, oltre ai tradizionali omaggi in musica o in recital, abbiamo pensato di introdurre momenti capaci di far emergere ancora di più i legami tra poesia e canzone: Giovanni Lindo Ferretti, che si è affermato come cantante per poi passare alla scrittura e alla performance; la band degli Almamegretta che hanno scelto il napoletano, patrimonio dell’umanità per l'Unesco, per i loro testi. Sono questi i criteri con cui - sostiene la direttrice Alessandra Anderlini - è concepita l'undicesima edizione di Poesia Festival».
C'è stata la virata dopo la decima edizione?
«Gli obiettivi sono sempre gli stessi: riportare l'attenzione sul linguaggio e su un modo di utilizzarlo intenso e potente come la poesia. Su questo abbiamo lavorato con il Comitato scientifico, formato da Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Roberto Galaverni, Emilio Rentocchini».
Mi pare si dia molta importanza ai poeti italiani. Poche le presenze straniere...
«Diversi tra i poeti italiani invitati sono alla prima presenza al festival, mentre per Loi si tratta di un gradito ritorno. A lui affidiamo la lezione magistrale che apre il festival. Per la poesia straniera avremo il tedesco Michael Krüger, uno dei principali poeti europei che lavora da anni nell’editoria, stabilendo rapporti con diversi Premi Nobel. Oltre alla Germania, ci sarà anche la Grecia, con la presenza di Nicola Crocetti. Vorremmo che questi incontri mostrassero che si può parlare dei problemi dell’oggi con parole diverse rispetto a quelle che dominano l’informazione».
Per “Il giro d'Italia della poesia” sono stati scelte Mantova e la Sardegna...
«Sono due luoghi agli antipodi, e rappresentano bene la diversità geografica e culturale del nostro paese. Un’isola con un’anima rude, meravigliosa e lontana, e una città gioiello nel mezzo della Pianura Padana».
Tra gli omaggi ai grandi puntate su Leopardi e Caproni, ma pure su Leo Ferrè. Il motivo della scelta?
«Leopardi continua a interessare e a ispirare molti. Verrà trattato in uno spettacolo per le scuole secondarie. Giorgio Caproni, morto 25 anni fa, è stato uno dei maggiori poeti del ‘900. Viene omaggiato con le musiche dei luoghi che ha più amato come la Val Trebbia suonate dagli Enerbia. E i lettori sono Michele Serra e Giovanna Zucconi. Leo Ferrè è stato un cantautore che ha molto amato i poeti, incidendo interi album dedicati a Baudelaire, Breton e Pavese. I Têtes de Bois offrono un concerto».
Si pensato ad un recital di Marescotti sul cibo e a Franco Arminio, impegnato nella salvaguardia dell'ambiente. È un modo per essere in sintonia con l’Expo di Milano?
«Crediamo che la poesia non sia una dimensione astratta dalla realtà, ma un'esperienza che fa parte della vita di ognuno. Il cibo e l'ambiente sono tra gli elementi con i quali ci rapportiamo in maniera più diretta. Così Marescotti affronterà, con ironia, il tema del cibo dal punto di vista dei più grandi poeti di ogni tempo, mentre un intellettuale come Arminio, oltre alla sua esperienza di poeta, ci racconterà anche quella di ambientalista, documentarista e studioso del paesaggio».
Una iniziativa curiosa da non perdere?
«La notte della poesia, una delle novità dell'anno, che vedrà protagonisti autori giovani e musicisti. Un vero e proprio happening poetico dalla mezzanotte di sabato, con letture di testi degli autori e tratte dall'Antologia di Spoon River, un libro di culto che quest'anno compie il primo secolo di vita e al quale l'evento è idealmente dedicato».
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