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Volkswagen, quel diesel mette in crisi i modenesi

di Saverio Cioce
Volkswagen, quel diesel mette in crisi i modenesi

Centralina truccata sui gas di scarico, problemi per le revisioni dei veicoli e per i possessori di autorizzazioni Ztl. Il Comune: «Tocca al governo decidere»

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Il Comune di Modena aspetta di conoscere le decisioni del governo Renzi e dei ministri dell’Ambiente e dell’Industria per le verifiche delle Volkswagen con i motori diesel.

Un’attesa seguita con ansia anche dai 172 mila modenesi proprietari di furgoni e vetture a gasolio (fonte: Automobile Club Italia) di cui 150 mila possessori di veicoli Euro 3, 4 e 5, i più recenti e diffusi. In questa fascia di mercato le vetture tedesche, a cominciare da quelle oggi sul banco degli imputati, fanno la parte del leone. E il fatto che la stessa Volkswagen abbia ammesso che le auto con gli impianti truccati sono 11 milioni significa che anche l’Europa e l’Italia saranno colpiti dall’uragano dei motori scoperti a inquinare da 10 a 40 volte più del massimo consentito.

Dopo l’annuncio shock di tre giorni fa sugli sfondamenti dei limiti massimi delle emeissioni nei modelli costruiti dalla casa tedesca, anche i tanti estimatori della casa di Wolfsburg sono rimasti senza parole. Scoprire che la marca teutonica per eccellenza, alla pari per affidabilità meccanica con Mercedes e Bmw, ha falsificato le centraline elettroniche dei casi di scarico per aggirare i limiti d’inquinamento negli Usa, è stata una catastrofe.

Dalla casa madre c’è stata, subito, l’ammissione di colpa. E ieri anche un debolissimo tentativo di difesa ricordando un precedente uguale con la Cadillac negli anni ’90.

Ma per gli automobilisti modenesi questo vale poco. Soprattutto nella nostra provincia il marchio VW è stato apprezzato sin dal dopoguerra e la vicinanza con l’importatore italiano a Bologna, prima che si spostasse a Verona, ha favorito l’attaccamento alla casa. Basti dire che ancora quest’anno nel primo semestre sono state immatricolate quasi un migliaio di Volkswagen. In breve: se in Italia la marca è la più venduta dopo la Fiat, in provincia di Modena la distanza tra i due marchi è più corta.

Ma l’affidabilità disintegrata, la caduta degli dei nel quattro cilindri diesel ha molte ricadute commerciali nella vita degli automobilisti modenesi.

Proviamo a vederle da vicino, ben sapendo che la situazione si evolve di ora in ora, che in Europa i test sono sempre più di manica larga con un parco veicoli diesel che rappresenta la metà del totale mentre negli Usa è dell’1%.

Tanto per cominciare c’è l’accesso al centro storico. I residenti con macchine del gruppo VW -Audi, se risulteranno irregolari già dall’uscita di fabbrica, potranno mantenere l’autorizzazione per la Ztl visto che il primo requisito è quello di avere motori non inquinanti? Che farà il Comune, revocherà a tutti i possessori - irregolari a loro insaputa - il permesso per girare in centro? E i controlli fatti con l’opacimetro per verificare la fumosità e le polveri che valore hanno visto che sono da rifare? Per le officine autorizzate alla revisione è il panico totale, gli automobilisti rischiano di restare con l’auto bloccata. E i danni? I possessori di Vw, Audi, Skoda e Seat diesel chi li risarcisce? Hanno comprato un’auto credendola affidabile e ora se la ritrovano bloccata nei giovedì senz’auto?

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