Farmacie alla Coop, il colosso si difende
«Porteremo efficienza grazie all’esperienza di parafarmacie A chi ci critica diciamo che non abbiamo intenti speculativi»
L’acquisto di Farmacie Comunali da parte di Coop Estense attraverso la società controllata Finube ha scatenato reazioni da più parti e ieri è arrivata la difesa di Coop Estense: «Dal 2003 Coop Estense, attraverso la società Finube, è leale e corretto partner nella gestione di un importante servizio pubblico per i cittadini modenesi. Il suo ingresso in FCM–Farmacie Comunali di Modena spa ha contribuito a ottenere miglioramenti organizzativi, gestionali e di risultato, in una dimensione di mercato profondamente cambiata negli ultimi anni e decisamente più competitiva».
I motivi per cui Coop Estense ha partecipato all’asta con l’intento di vincere sono chiari: «Contribuire al miglioramento del servizio, in ottica di efficienza economica, era e rimane l’intento per cui Finube ha partecipato, e continua a partecipare, alla gestione societaria di Farmacie Comunali Modena. L’offerta presentata alla pubblica asta con cui il Comune di Modena ha ceduto parte delle sue quote nasce quindi dalla volontà di garantire la continuità di questo obiettivo e dalla necessità di difendere e tutelare un valore patrimoniale in potenziale assenza di altri soggetti disponibili, come evidenziato dall’esito della precedente asta».
Coop non nasconde la redditività delle parafarmacie: «L’operazione consentirà a Coop Estense di portare ulteriori elementi di efficienza nelle politiche di acquisto (considerando che oggi il sistema Coop a livello nazionale genera un fatturato di oltre 100 milioni di euro attraverso le parafarmacie Coop Salute, a fronte dei 20,7 milioni di Farmacie Comunali Modena) da cui ricavare migliori capacità di servizio per la cittadinanza e un miglioramento dell’utile per le casse comunali e per la cooperativa. Il patrimonio professionale di cui sono dotate le farmacie di Modena è anch’esso un elemento che ha portato a valutare ulteriori potenzialità di sviluppo qualitativo e quantitativo del servizio». Discutibile quando Coop cerca di spiegare che non si comporta come un’azienda: «In relazione alle critiche sulla natura privatistica di Coop Estense, è bene ricordare che le imprese cooperative non hanno, per loro natura, alcun intento speculativo. Contrariamente a quanto avviene nelle imprese private, i soci della cooperativa per statuto non ricevono alcun dividendo in base al capitale investito: ad essi la cooperativa deve offrire condizioni di servizio e risposte sempre più efficaci, 77 mila cittadini modenesi sono soci di Coop Estense, e l’82% delle vendite della cooperativa in questo territorio è costituito dai loro acquisti». (d.b.)
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