Il sogno di Andrea Borghi: dopo gli aerei il decollo dei gelati da Modena a Milano
Il marchio Borghi è arrivato in piazza Duomo a Milano Gusti al balsamico e torta Barozzi. Poi aperture nelle capitali
MILANO. Il primo sogno l’ha realizzato a 16 anni quando è decollato da solo alla guida di piccolo Cessna da turismo. Il secondo pochi giorni fa quando ha aperto nel cuore di Milano, in piazza Duomo, la prima gelateria di una catena che porta il nome della famiglia.
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Per Andrea Borghi, 38 anni, la presentazione l’altra sera alla Terrazza Martini, cuore mondano del capoluogo lombardo, è stata la consacrazione ufficiale. All’incontro, in cui ha presentato progetto e locale, non sono mancati l’astronauta di Zocca Maurizio Cheli, l’assessore Gabriele Giacobazzi di Modena e la sua collega milanese Cristina Tajani oltre ai giovani cantanti della Fondazione Pavarotti che hanno incantato la platea.
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«Adesso voglio far decollare il marchio e i nuovi punti vendita a Roma Venezia nel 2016 - dice sorridente - poi, se tutto va per il verso giusto atterreremo anche a Berlino, Vienna e Copenaghen. Offriamo un servizio di alto livello ma soprattutto gusti di casa nostra con materie prime di altissime di alto livello. Ad esempio usiamo solo latte crudo di malga lavorato da un laboratorio del Trentino e che ogni giorno rifornirà Milano con i cestelli di gelato fresco. Sui gusti poi non temiamo nessuno e abbiamo messo tanta Modena nei coni e nelle cialde che assaggeranno i milanesi. A parte il gelato al balsamico, con la materia prima fornita dall’Acetaia del Duca di Grosoli, c’è il Cadrèga con mascarpone e una torta tipo Barozzi, la Marascata con crema e marmellata di marasche. Il nostro simbolo sarà il Borghi, cioccolato fondente con amarene».
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Prezzi tra i 2,5 e i 5 euro, con il classico balsamico da 3 euro, la gelateria davanti alla Madonnina ha già provveduto a elaborare gusti con i pistacchi di Bronte e la pasta di nocciole Igp. E non è tutto: «Ci sarà una rotazione dei gusti di stagione - aggiunge Borghi - Ad esempio quelli a base di ricotta, fichi e noci piuttosto che con crema catalana, marron glacé arricchita da qualche goccio di rum. Copiarci? La sfida è aperta».
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Già, la sfida. La scommessa iniziata dal papà e dalla famiglia quando aprono in corso Canalgrande la prima gelateria modaiola di Modena, il K2, con divanetti per degustare i gelati anche in pieno inverno. Fu lui a sdoganare per le folle di giovani adolescenti il gelato come consumo slegato dal caldo e dall’estate, facendo diventare il locale un punto di ritrovo per i “paninari”, come si chiamavano in quegli anni i giovani che snobbavano la politica. Molti anni più tardi nasce la Gelateria Borghi vera e propria in via Emilia Est, a poca distanza dall’Hotel Fini e lì nasce la storia imprenditoriale di Andrea che sgobba dieci anni nell’impresa di famiglia, dal 2004 al 2014, innovando e sperimentando, sempre con un sogno in testa: il brand, cioè il marchio per una gelateria d’eccellenza.
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«A 18 anni - racconta Andrea Borghi - cominciai la mia carriera con il brevetto di pilota commerciale. Mi trasferii quasi subito negli Stati Uniti per accumulare esperienze di volo e impratichirmi nell’inglese, poi feci un corso di management all’Alenia e poi partì per il servizio militare nei paracadutisti. Non c’era niente da fare, stare per aria mi piaceva. E alla fine passai ai jet privati come pilota di cremonini e di una società di aerotaxi che aveva clienti Vip. Infine tre anni come pilota di linea con Air Dolomiti. Attorno ai trent’anni sentii nostalgia di casa, volevo farmi una famiglia e rientrai a Modena, in gelateria. E ora si vola più in alto.
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