Il titolare: «Siamo vivi, ma è una rovina»
Le lacrime di Tommaso Conte: «Ho perso casa e lavoro. Decine di incidenti, ma ora è sconvolgente»
NONANTOLA. «Dieci minuti e chissà cosa sarebbe accaduto...». Tommaso Conte, da 30 anni gestore della Nosadella, scoppia in lacrime.
«Sono lacrime di gioia - prova a consolarsi, per fare coraggio a sè e agli altri - perché siamo tutti qui, io e i miei figli...».
Ma la disperazione è nei suoi occhi, e in quelli dei suoi ragazzi, alcuni sotto choc, che piangono e siedono in mezzo alla terra dei campi arati lì attorno, attoniti, sconvolti.
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«Ero uscito e stavo rientrando, c’erano i miei familiari ad aspettarmi. Tomas al piano di sopra, Giovanni che era entrato a prendere qualcosa da bere. Stavo arrivando io, stavano arrivando gli altri dipendenti, poco dopo avremmo aperto il locale...», dice Tommaso che aveva la residenza al piano di sopra. Ringrazia il figlio che ha dato l’allarme agli altri e aggiunge: «In cento anni di storia della trattoria, nei trenta che la gestisco io ci sono state decine di incidenti, ma non era mai capitato che qualche mezzo urtasse la casa, il locale...».
Eppure quella di ieri è una storia annunciata. Una settimana fa c’era anche lui tra i primi soccorritori dell’incidente mortale, tra i tanti preoccupati per quella situazione così allarmante: «Mi hanno contattato gli amministratori, si sono offerti di aiutarmi a trovare una sistemazione, ma io ho perso tutto, ho perso il lavoro», dice ancora con le lacrime agli occhi.
In via Mavora arriva anche Vincenzo, il papà di Andrea, l’automobilista sulla Panda investita dall’esplosione: «Debbo recuperare i documenti, l’auto è a metano, siamo preoccupati», dice riferendo che il figlio ha riportato lievi ferite al volto. Tutti e tre i feriti sono stati medicati al Policlinico in serata, mentre via Mavora è rimasta chiusa per ore.
Hera infatti non è riuscita ad interrompere il flusso del gas che ha alimentato continuamente le fiamme, tenute a bada per il pericolo di esplosioni dai vigili del fuoco giunti in gran forze da Modena. Uno di loro si è anche infortunato, tra le macerie della casa-trattoria rasa al suolo dall’esplosione.
A prodigarsi per consolare le persone coinvolte e ricostruire la dinamica dell’incidente sono intervenute anche le pattuglie della polizia municipale locale con l’aiuto dei colleghi giunti da fuori, la protezione civile di Nonantola e i carabinieri. Sconvolti anche i colleghi di lavoro di Conte: «Non ero di turno per puro caso», grida disperato uno dei pizzaioli. In tutto alla storica trattoria nonantolana, alla periferia del capoluogo, erano impiegate una decina di persone, inclusi i familiari di Conte.
«Abito qui vicino, non meritavano questa disgrazia», dice il fornaio di Bagazzano, mentre anche l’assicuratore, il presidente della Pieve Nonantola Masetti, ha effettuato il primo sopralluogo. I danni sono di centinaia di migliaia di euro. (ase)
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