Novi Sad, i bagni ora restano aperti
Bagni aperti al Novi Sad dalle 6 alle 22 e via con il “piano freddo” anticipato, con assistenza e unità di strada. Non si poteva far finta di nulla e credere che prima o poi, poco alla volta, queste...
Bagni aperti al Novi Sad dalle 6 alle 22 e via con il “piano freddo” anticipato, con assistenza e unità di strada.
Non si poteva far finta di nulla e credere che prima o poi, poco alla volta, queste persone scomparissero dalle tribune del Novi Sad. Invece i profughi pakistani, che a piccole ondate vengono dirottati a Bologna per intraprendere un percorso assistito come migranti di mare, come cioè quegli africani approdati via nave in Italia, sono destinati a rimanere a Modena a lungo. Presso Porta Aperta, che ha il polso quotidiano della situazione, se ne presentano gruppetti di nuovi, che vengono identificati in questura e indottrinati, almeno così si spera, sulla possibilità di essere portai a Bologna, al centro di prima accoglienza. Altrimenti il loro viaggio, iniziato in Pakistan per fuggire ai talebani e che si è snodato in Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia. Austria, Italia e infine Modena, finisce proprio sulle tribune-letto del Novi Sad. Tutto questo per attendere che venga accolta la loro domanda di rifugiati, e, si sa, ci vogliono mesi e mesi. Finchè era estate il tempo dava una mano. Ora fa freddo e lo farà sempre di più. E al Novi Sad, incredibilmente, i bagni erano chiusi. Bisognava provvedere per fare fronte a questa emergenza.
Nei giorni scorsi l’assessore Urbelli ha chiamato a raccolta le istituzioni e soprattutto i rappresentati delle associazioni modenesi. C’era da fare il punto sul piano di assistenza invernale, quella serie di interventi che l’amministrazione organizza per le fasce più deboli, emarginati, barboni, tossicodipendenti e indigenti. Al piano di accoglienza invernale partecipano, va ricordato, la Caritas, Porta Aperta, Arci, Centro Servizi Volontariato, Forum Terzo Settore, Protezione Civile, Croce Rossa e Croce Blu. All’incontro ha partecipato anche la prefettura. Da parte delle associazionie del gruppo della Protezione civile comunale l’assessore ha trovato la massima disponibilità ad attivare da subito il Piano di accoglienza invernale con l’Unità di strada che prevede uscite serali da parte di gruppi di volontari per distribuire coperte, bevande calde e cibo, oltre che per monitorare la situazione. I l Comune si è accordato con Prefettura e Questura per fare, in collaborazione con la Municipale una nuova rilevazione dei soggetti presenti sul territorio per verificare se per tutti sussistono le condizioni di richiedenti asilo.
Stefano Totaro
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