Modena: offese allievi, tenente Cc a giudizio
Esposto di un’aspirante cadetto selezionato come aspirante ufficiale dei carabinieri. Era 22° su 4 mila, fu escluso dopo il tirocinio di un mese. Nell'esposto vengono riferite le provocazioni e le continue aggressioni verbali nelle quattro settimane di prove tra le mura dell'Accademia Militare. Il racconto della vittima
MODENA. È stato rinviato a giudizio il tenente dei carabinieri, in servizio all’epoca dei fatti in Accademia Militare, che secondo la denuncia fatta da un aspirante cadetto, insultava i tirocinanti con offese e pesanti ingiurie.
Il bersaglio fisso però era sempre lui, Rocco Iannì di Bagnara Calabra (Rc), che oggi ha 22 anni e studia Fisica all’università di Messina. Ieri mattina il giovane, davanti al procuratore militare di Verona, ha incontrato di nuovo il suo ex tenente, che ora non svolge più servizio a Modena.
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IL PROCESSO IERI AL TRIBUNALE MILITARE. Davanti al giudice militare Iannì si è costituito parte civile e la sua domanda è stata accolta. I difensori dell’ufficiale hanno chiesto l’archiviazione per “manifesta insussistenza dei fatti” ma Pm e Procuratore Militare non sono stati dello stesso avviso. Come recita il codice non hanno ritenuto “manifestamente infondate” le accuse; l’udienza si terrà il 15 dicembre.
IL RACCONTO DI ROCCO IANNI' . Fin qui l’aggiornamento processuale, ma le parole di Iannì chiariscono meglio il senso della sua richiesta di giustizia. Che sia un contestatore oppure una personcina di piccole capacità è fuori discussione. Dai 14 ai 18 anni ha frequentato, dopo una dura selezione, il liceo Morosini, con disciplina e regolamento della Marina Militare che seleziona i futuri ufficiali per Livorno.
Tra i primi del corso, oltre al diploma a pieni voti che gli ha fruttato una borsa di studio per il primo anno d’università a Bologna, è stato lui stesso inquadratore l’ultimo anno nei confronti dei ragazzi appena entrati. Però quando vede il bando dell’Accademia di Modena, che aspettava da tempo, lascia Chimica Industriale e si prepara a fondo: su 4 mila domande da tutta Italia, quando varca il portone di piazza Roma è 22°. Ha primeggiato in tutte le prove, dai test psicoattitudinali, alle prove fisiche sino alle interrogazioni per le quattro materie che costituiscono l’ultimo filtro.
Bravissimo in matematica e nelle materie scientifiche, rientra a pieno titolo tra i 60 aspiranti ufficiali dei carabinieri da cui dovevano essere selezionati i 40 allievi finali per il biennio in Accademia, a fianco di quelli dell’esercito.
"ESPRESSIONI INGIURIOSE E VESSAZIONI CONTINUE". «Quel tenente mi teneva sempre nel mirino - ha spiegato Iannì durante l’istruttoria - Mi attaccava mattina e pomeriggio, nelle attività quotidiane e anche nei pochi istanti liberi . Vessazioni continue e anche altri venivano trattati con espressioni ingiuriose. Cosa mi diceva? “Inetto, incapace, cretino”. E ancora: “Se potessi metterti le mani addosso lo farei volentieri: i prossimi due anni per lei saranno un inferno”. Ma c’è di più. Al termine delle varie prove nel mese in cui sono rimasto a Modena i punteggi riportati non sono mai stati resi noti. Ci dicevano solo se eravamo passati o meno. Alla fine mi hanno comunicato che ero stato escluso. Così sono tornato a casa e ho scritto una lettera col cuore in mano al comandante generale Gallitelli».
Da lì è partita la segnalazione che è stata passata alla Procura Militare.
«Il mio assistito - riferisce il suo difensore, l’avvocato Giorgio Carta - nel 2014 aveva superato le prove attitudinali, i test e le prove scritte per la selezione. Come da prassi assieme ad altri aspiranti ufficiali aveva raggiunto l’Accademia Militare di Modena per svolgere il tirocinio. Ha parlato per senso del dovere perchè, come lui stesso ha scritto, aveva perso l’ultima occasione per entrare in Accademia, visti i limiti d’età».
E gli altri allievi? Quelli che in un primo momento avevano confermato i fatti ieri non erano presenti in giudizio e ora frequenteranno il secondo anno di corso in Accademia.
Saverio Cioce
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