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Ospedali, le promesse sulla sanità

Ospedali, le promesse sulla sanità

Convegno Cgil sui progetti legati alle strutture terremotate di Finale e Mirandola

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FINALE. Sanità pubblica: al convegno organizzato dalla Cgil al Calvi hanno partecipato 80 persone tra cui molti rappresentanti sindacali sono intervenuti per conoscere le sorti del sistema ospedaliero, tema scottante della Bassa. Hanno partecipato anche i sindaci di Finale, Mirandola e Carpi. Interventi anche di Marina Balestrieri della segreteria regionale Cgil, Tamara Calzolari della Cgil Modena, Paola Luppi sindacato pensionati Spi/Cgil, Massimo Annichiarico direttore generale Ausl e Mario Meschieri dirigente Ausl. Durante l’incontro è intervenuto anche un attivista del gruppo “Salviamo l’ospedale della Bassa” mostrando una cartina della provincia ed evidenziando la prossimità dei quattro grandi complessi ospedalieri vicini a Modena e lontani dalla Bassa e dalla zona appenninica.

Finale. La Casa della salute grande a cui erano destinati 3 milioni di euro dal Pal non è ancora stata realizzata, complice il sisma 2012. Secondo il dirigente Meschieri la sede dell’ex nosocomio è disponibile al 30%, gli interventi di restauro avverranno nei prossimi anni per un costo ricalcolato superiore ai 9 milioni di euro. Sarà allestito un reparto di lungo assistenza con 22 letti attrezzati; ad inizio anno 2016 è previsto il collocamento dei primi 8 letti nell’area dove oggi sono concentrati i medici generici che andranno trasferiti a Villa Finetti.

Ospedale unico. Al convegno si è parlato ancora di un ospedale unico nella “macroarea Nord” che comprenderebbe Terre d’argine e Comuni Area nord. Ne parla il sindaco di Carpi, Alberto Belelli, citando uno studio di fattibilità votato in consiglio comunale e richiesto alla Regione. La macroarea servirebbe 200mila cittadini. Il progetto - che potrebbe sorgere a Cavezzo -rimane comunque a lungo termine.

Mirandola. Meschieri ha riferito che nell’ ex reparto di Medicina andranno i 22-24 letti di Lungodegenza, mentre nel corpo centrale dei vecchi padiglioni saranno ospitati gli altri servizi della grande Casa della salute. In cantiere anche il progetto “Hospice” per malati terminali.

Mirandola. Per quanto riguarda il referendum popolare sulle sorti dell’ospedale il sindaco Maino Benatti ha ribadito: «Nel quesito del referendum si fa riferimento ad un ospedale che dovrebbe tornare a prima del 2012, io penso che bisogna guardare al futuro. Abbiamo chiesto che venga riconosciuto un ruolo importante per l’ospedale di Mirandola, anche in rapporto con quello di Carpi, nello specifico perché ospedale di frontiera verso la Lombardia».

Chirurgia. A Mirandola torneranno tre sale operatorie dopo l’8 ottobre quando verrà inaugurata il nuovo punto nascita. Benatti, sul fronte dell’emergenza diretta dichiara: «In questi anni sono state salvate molte più vite da infarti e ictus con le auto mediche piuttosto che i posti letto di Cardiologia». Tema ripreso anche da Annicchiarico: «Basta un responsabile di primo intervento con una formazione di 6 ore e un defibrillatore, strumento che stiamo dotando a molti enti. Sul fronte Chirurgia invece- nei grandi ospedali verranno trattati solo le patologie acute, circa il 30% degli interventi sanitari».

Manuele Palazzi

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