Smascherati grazie ai cellulari e ai... basisti
Per le razzie si telefonavano con schede di sconosciuti. Due degli arrestati abitavano a Modena
Sono stati sei i colpi certi della “Banda del Parmigiano”: il primo ad Albareto nel novembre 2013, poi un mese dopo il colpo fallito a Toano di Reggio. Un anno dopo, nel novembre 2014, Marmirolo di Mantova portano via mille forme di Grana Padano dal magazzino di Porto Mantovano della Latteria Società Mantovana ex San Sebastiano, valore: 3mila eutro. Pochi gironi dopo tocca al magazzino di salumi pregiati di Tagliacozzo de L’Aquila, il furto che ha dato la svolta alle indagini. Segue il colpo grosso al magazzino di Terzo, ad Alessandria dove portano via ben 15 tonnellate di crostacei e pesce surgelato oltre a 150mila euro (prezzo di magazzino) di casse di champagne. Infine, nel gennaio scorso un colpo a Noceto di Parma: portano via 1.095 forme di Parmigiano del migliore. Come è possibile che una banda di foggiani sapesse tutto sulle forniture di questi magazzini, conoscesse le vie di accesso e di fuga e sapesse quali sistemi di sicurezza e di videosorveglianza avessero?
La Squadra Mobile ieri ha spiegato che i ladri utilizzavano sicuramente strumenti sofisticati - sono stati sequestrati anche radiotelefoni e apparecchi elettronici per mettere fuori uso gli allarmi - e persino un drone per fare ricognizioni sopra i punti da colpire (soprattutto per scoprire le vie di fuga). Ma è stato il fattore umano ad aiutarli: avevano dei basisti. Gente del posto inserita nelle attività commerciali prese di mira che li informava sulla situazione. Due abitavano a Modena e Vignola. Il nucleo operativo e i capi erano tutti foggiani. Dieci della città e uno di Cerignola. I loro nomi: Antonio Dimeo, 49 anni, Armando Aliko, 40 anni, Pasquale Rinaldi, 34 anni, Ernold Frankulli, 28 anni, il vignolese Stefano Palamuso, 40 anni, il modenese Savino Loberto, 49 anni, Antonio Videnti, 33 anni, Mario Sciarappa, 52 anni, Gaetano Sciarappa, 32 anni, e Benito Petracca, 25 anni. Proprio Petracca è considerato l’elemento preminente nella banda. È figlio di una “persona nota” alla polazia, uccisa a Foggia un anno fa. Ora si indaga per capire se ci sono legami tra questi uomini e la malavita organizzata. Sono accusato di associazione a delinquere per furto aggravato e continuato in concorso. Come detto la polizia ha anche una rosa di magazzini svaligiati tra Cremona, Parma, Mantova, Milano e altre città: si deve capire se i colpi li ha compiuti questa banda.
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