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Tribunale di Modena: arrestato un cancelliere

Tribunale di Modena: arrestato un cancelliere

Accusato di aver venduto “sottobanco” a Modena, anche ad avvocati, marche da bollo per atti giudiziari che erano state alterate

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MODENA Un’inchiesta destinata a far scalpore, e non sono negli ambienti giudiziari quella che, ieri mattina in Tribunale, ha fatto registrare un primo clamoroso arresto. Non a caso, ieri in tribunale non si parlava d’altro. I militari della Finanza, su disposizione del pm Lucia De Santis, che ha coordinato l’indagine con la supervisione del procuratore Lucia Musti, hanno eseguito l’ordine di custodia cautelare nei confronti di un cancelliere da anni in servizio negli uffici giudiziari di corso Canalgrande.

Secondo le prime indiscrezioni, emerse dal massimo riserbo con la quale la magistratura ha circondato questa indagine, al fine di non pregiudicarne il buon esito, l’accusa della quale l’uomo è chiamato a difendersi, è pesante, e parla di vendita di marche da bollo per atti giudiziari, alterate o di provenienza illecita. Reato al quale si potrebbe affiancare quello di evasione fiscale, in quanto il denaro speso per acquistare marche da bollo per atti giudiziari, come noto deve finire nelle casse dello Stato e non di un cancelliere che, a quanto si dice, se li sarebbe messi in tasca.

Oltre al cancelliere “infedele” l’inchiesta avrebbe toccato anche alcuni altri personaggi, due al momento gli indagati e denunciati: chi era dall’altra parte della vendita ed acquistava (a prezzo molto scontato?) queste marche da bollo e chi collaborava con il cancelliere. Voci di corridoio - non confermate - parlano del possibile coinvolgimento di avvocati civilisti che ben sapevano che cosa andavano ad acquistare.

ARRESTO E PERQUISIZIONI. L’arresto del cancelliere è avvenuto ieri in mattinata, mentre l’uomo si trovava regolarmente in ufficio a lavorare. I carabinieri si sono presentati, gli hanno consegnato l’ordine di custodia cautelare invitandolo a seguirlo in caserma ,dove è stato a lungo interrogato. Contestualmente sono state effettuate una serie di perquisizioni sia a casa del cancelliere sia negli studi dei legali, sono stati sequestrati 5 mila euro in valori bollati. Per capire la gravità e la portata economica di questa vicenda c’è da considerare come le marche da bollo non siano dei normali francobolli.

LE MARCHE DA BOLLO. Si tratta di componenti indispensabile per la validità di qualsiasi atto giudiziario, ed hanno un costo elevato. In alcuni casi, quando gli atti sono particolarmente corposi, il costo per il loro acquisto supera rapidamente le migliaia di euro. Le marche da bollo si trovano solitamente presso le tabaccherie e non sono a disposizione dei cancellieri. Non solo, ma all’atto dell’acquisto c’è da compiere un’operazione di “registrazione” che viene poi comunicata agli uffici centrali dello Stato. Quindi il cancelliere e i suoi complici non solo sarebbero riusciti ad ottenere un numero consistente di queste marche da bollo, ma avevano anche trovato il modo di falsificare la numerazione e la relativa comunicazione agli uffici giudiziari. Le indagini proseguono e non sono esclusi nuovi clamorosi colpi di scena. Oggi la Procura della Repubblica attraverso il proprio portavoce e la Finanza, renderanno noto non solo maggiori dettagli sul clamoroso caso scoperto, ma forniranno anche l’entità del raggiro così come l'identità e il numero di persone coinvolte nel "fattaccio". (a.m.)

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