Gazzetta di Modena

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In Duomo a Carpi una sera di magia e speranza

di Rino Filippin
In Duomo a Carpi una sera di magia e speranza

Settecento persone hanno assistito al concerto voluto per richiamare l’urgenza dei lavori di restauro dopo il sisma della cattedrale. Presenti il vescovo Cavina, autorità cittadine e regionali e soprattutto tanti cittadini

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CARPI. Una serata magica, si potrebbe dire perfetta. Un concerto magnifico, la Cattedrale piena in ogni ordine di posti disponibili (circa 700 per motivi di sicurezza), tantissime autorità civili, militari e religiose e di fronte a tutti il vescovo Francesco Cavina che annuncia il via libera ai lavori.

È stata una serata memorabile quella di ieri in occasione dell'apertura straordinaria della chiesa cinquecentesca per attirare l'attenzione sul fatto che ormai da troppo tempo il monumento è chiuso a causa dei danni del terremoto 2012. E dopo le parole del vescovo, che tra l'altro ha fatto riferimento alla parabola del buon samaritano come metafora della chiesa malata che ha bisogno di aiuto, è stato il momento del presidente della Regione Stefano Bonaccini che rispetto a quanto detto dal vescovo sul via al cantiere, ha aggiunto un «siamo vicinissimi».

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C'è da augurarsi che si tratti solo di una piccola variazione sul tema perché i carpigiani, fedeli e non, hanno davvero il grande desiderio di riappropriarsi più in fretta possibile del loro monumento, una delle principali radici di chi abita sul territorio. Tanto più che i fondi per il restauro sono pronti per essere utilizzati: oltre 4 milioni di euro.

Sul versante scenografico ha fatto un grande effetto vedere gli oltre cento elementi del coro dell'Opera di Parma e dell'Ensamble Symphony Orchestra esibirsi con i cappellini anti-infortunio gialli sotto gli altissimi ponteggi che raggiungevano la cupola centrale. Una esecuzione impeccabile della Messa di Gloria in Fa di Pietro Mascagni diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.

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Il portone principale della Cattedrale completamente aperto, sembrava volesse far entrare la città sotto le maestose arcate della chiesa, ma purtroppo l'edificio ferito non ha potuto ospitare tutti e molti si sono accontentati di ascoltare il concerto sul sagrato della chiesa.

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