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L’opposizione lascia l’aula Salta il consiglio comunale

di Daniele Montanari
L’opposizione lascia l’aula Salta il consiglio comunale

Pavullo. «La maggioranza non è in grado di garantire il numero legale» Il sindaco: «Solo polemiche strumentali, sono già in campagna elettorale»

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PAVULLO. Consiglio comunale decisamente su di giri quello di giovedì sera a Pavullo, dove si respira già aria pre-elettorale. I lavori si sono interrotti dopo il terzo punto per l'uscita dall'aula degli ultimi due consiglieri di opposizione e la seduta è saltata, caso unico in questa legislatura. Che la discussione fosse in bilico lo si era capito dall'inizio, viste le assenze di tre membri tra le fila della Torre, il principale gruppo di maggioranza: Marco Soci, Chiara Balestri e soprattutto il capogruppo Leo Lo Russo. Tant'è che in apertura tra l'opposizione Luciano Biolchini (ex Pdl) ha detto che era disponibile a rimanere se il problema era tecnico, ma non di fronte a un caso politico, e se n'è andato subito auspicando che il Consiglio fosse invalidato in partenza. Giovanni Bernardoni (Pavullo e Futuro) ha aspettato una mezz'ora per vedere se c'erano semplici ritardi, e poi è uscito anche lui («se non sono in grado di garantire il numero legale – ha osservato – devono trarne le conseguenze»). Sono rimasti per la minoranza Giuseppe Melchiorri (Gruppo misto) e Davide Venturelli (Insieme per Pavullo), ma solo per la trattazione delle prime tre mozioni che li riguardavano. Poi Venturelli ha preso la parola: «Nel settembre 2014 in una situazione simile – ha detto – sono rimasto per una mia mozione per il salvataggio del laboratorio teatrale delle superiori, che fu approvata. Ma visto che all'impegno non è seguito nulla di concreto, io stavolta vi saluto». Quindi Melchiorri: «Non è la prima vola che la maggioranza non riesce a garantire il numero legale, ma io non posso fare da stampella». Ed è uscito. A quel punto rimanevano otto consiglieri di fronte ai nove richiesti, e la seduta è stata tolta. Duro all'indomani il commento del sindaco Romano Canovi, che ha parlato di «un fatto di estrema gravità». «È chiaro che, nell’imminenza della campagna elettorale, i toni si alzano – ha sottolineato - ma credo anche che il buon funzionamento degli organi istituzionali rientri fra i doveri di tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione. In particolare, poi, mi sembra singolare che per cercare di mettere in difficoltà la maggioranza, le minoranze rinuncino a discutere argomenti da loro stesse sollevati». «Sono dispiaciuto della mancata trattazione dei nostri punti – ha osservato Fausto Gianelli – ma nella maggioranza il gruppo di Unione a Sinistra c'era, le assenze sono state tra la Torre». La più pesante senz'altro quella del capogruppo Lo Russo: «Nella maggioranza c'è un problema politico, e io l'ho sollevato da mesi – ha commentato – ho chiesto verifiche e più collegialità nelle scelte, ma non ci sono stati riscontri, per questo ho saltato il Consiglio. Resto in attesa, poi valuterò».

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