Modena, preso l’Arsenio Lupin degli ospedali
All'ospedale di Baggiovara un 55enne si fingeva un tecnico e derubava medici e infermieri: in carcere. E al Policlinico arrivano duecento telecamere
MODENA Riusciva a “scoprire” luoghi che solamente un addetto alle pulizie, fra l’altra raramente, oppure quei pochi medici che ne avevano accesso, potevano conoscere. Eppure lui, 55 anni, nativo di Ferrara ma da sempre modenese, un passato e un presente di espedienti, denunce e arresti, tanto da avere come domicilio proprio il carcere di Sant’Anna, riusciva ad arrivarci e, con silenziosa maestria, saccheggiava gli armadietti, svuotava i portafogli, le borse e i badge tanto dei medici quanto degli infermieri.
UN FLAGELLO Un flagello che, a random, si era propagato in vari reparti. A Baggiovara si presume (alquanto con certezza) che questo ladro abbia colpito una decina di volte in altrettanti giorni e che recentemente ci sua una lunga serie di colpi a lui attribuibili. Ma anche al Policlinico era diventato un fenomeno virale. Qui le quotazioni solo più alte: decine e decine di furti tanto da far arrivare il suo score a oltre mille euro di bottino. Tra le gesta più rinomate quella che gli viene attribuita: l’essersi intrufolato nella sala dove i familiari dei pazienti in Neurorianimazione si devono cambiare per entrare nei luoghi asettici dove sono curati i loro cari. Qui gli armadietti furono trovati forzati e i portafogli e le borsette privati di denaro.
Tecniche? Si aggirava in vestito normalmente, con uno zainetto (all’interno cacciaviti e qualche attrezzo del mestiere) e, soprattutto nella fascia pomeridiana, gironzolava per poi infilarsi nei corrodi e nelle stanzine. Se qualcuno lo guardava o gli chiedeva qualcosa con calma spiegava di essere un addetto della Manutencoop, a volte di essere un tecnico altre di essere un addetto delle pulizie. Era la familiarità con cui attraversava luoghi ai più off limit che lo rendeva come invisibile. Una specie di Arsenio Lupin dai modi discreti ma dagli effetti devastanti. Ma a forza di denunce ecco che poi tanto invisibile non poteva rimanere. Dapprima si cercava tra personale di servizio, visti i luoghi profanati e conosciuti davvero da pochi addetti ai lavori. Poi, guardando bene i filmati, ecco che l’agente del posto di polizia inizia ad inquadrare quella figura che potrebbe essere l’intruso, quello che non c’entra e che guarda caso c’è quando poi si scoprono i furti. E allora la macchina si mette in moto: il poliziotto, che può contare sull’efficientissima rete della guardie di sicurezza della Coopservice, sguinzaglia i suoi segugi dotandoli di una immagine, di un volto ricavato da un frammento di filmato. Quello è il sospettato, ora bisogna incastrarlo.
SCATTA LA CONTROFFENSIVA E così si arriva all’altra sera quando le guardie giurate si sono accorte della presenza del ricercato e hanno avvisato il posto di polizia che a sua volta ha allertato la Volante, mentre i vigilanti lo trattenevano. E qui il ladro si è dimostrato pure un bravo teatrante, convincendo le guardie di un suo impellente e improrogabile bisogno di andare in bagno. Con tanta insistenza da ottenere il permesso. Credeva di farla franca ma il bottino che aveva nascosto è stato trovato: lo aveva infilato nel soffitto, spostando una mattonella in cartongesso. Gli agenti infatti hanno perquisito il bagno e rintracciato il portafoglio e il badge di una dottoressa, insieme ad un altro tesserino identificativo. Indosso, però aveva ancora i 30 euro tolti dal portafoglio rubato sperando di poterla fare franca. Il 55enne è così finito in manette per furto aggravato e ricettazione ed il Tribunale ha convalidato l'arresto. La Polizia sta svolgendo altre indagini per approfondire tutti i colpi messi a segno.
LE TELECAMERE Intanto, proprio per evitare la piaga dei furti sia ai dipendenti sia soprattutto ai pazienti e loro familiari in visita, il Policlinico sta procedendo con l’installazione di almeno duecento telecamere di videosorveglianza. La mossa rientra nel piano per la sicurezza dell’intero ospedale, già progettato e al quale, dopo la fase degli accertamenti e delle verifiche, si sta iniziando a dare attuazione. E la priorità va proprio a queste duecento telecamere.
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