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Anziana a Modena derubata da false venditrici

di Stefano Totaro
Anziana a Modena derubata da false venditrici

Una bionda incinta ha chiesto un bicchier d’acqua e nel frattempo la complice è salita al piano di sopra saccheggiandolo

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MODENA. «Sono stata attenta, non le ho fatte entrare. Sono solo andata nel cucinotto a prendere un bicchier d’acqua per quella donna incinta che me lo aveva chiesto, ma nessuno si è infilato per le scale, erano tutte e due sulla porta e poi, non appena ho detto che avrei chiamato al telefono mio figlio che era in campagna queste hanno detto che era tutto a posto e che avrebbero chiamato loro».

La signora derubata ha 84 anni, vive in campagna, in strada Battaglia ad Albareto, in un classica casa colonica col cancello sulla strada, i cani nel cortile, i filari poco distanti l’abitazione. È una rezdora, autonoma, in gamba, che ben sa che non si deve aprire, che in giro c’è della gente senza scrupoli che inventa scuse per saccheggiare. Eppure, nonostante i precetti e le diffidenze, ieri mattina una squadra di ladri truffatori è riuscita a colpire mettendo in pochi secondi a soqquadro almeno tre stanze per poi allontanarsi con cinquecento euro in contanti, alcuni monili, il libretto della Posta e quello della pensione.

A metà mattina la donna era rimasta sola in casa: la nuora infatti si era portata ad Albereto per alcune commissioni, una cosa da poco tempo. Ma è bastato. In quel frangente nel viottolo che dalla cancellata porta alla casa si immette un’auto scura, una city car. «I cani non hanno abbaiato - racconta la donna derubata - ho sentito suonare e sulla porta, sotto la veranda dell’ingresso, ho visto due donne. Una era alta e bionda e aveva un grosso pancione, l’altra era mora, più minuta, con una maglietta azzurra.

C’era anche un uomo che è rimasto un attimo. Non le ho fatte entrare. Mi hanno detto che erano venute per proporre dei prodotti agricoli. Io ho detto che mio figlio era in campagna e allora l’uomo si è incamminato nello sterrato dicendo che lo andava a raggiungere». La signora riferisce che le due donne parlavano bene l’italiano, quella incinta ha affermato di aver origini francesi.

«Parlavano dei prodotti agricoli - racconta - poi quella incinta mi ha chiesto un bicchiere d’acqua. Il cucinotto dà sulle scale per salire ai piani di sopra, se qualcuno fosse passato da lì me ne sarei accorta. Do il bicchiere d’acqua, poi dico loro che per far prima avrei telefonato a mio figlio e queste allora hanno detto che ci avrebbero pensato loro a chiamare. Sono salite in macchine e andate via». Una volta al piano di sopra, l’anziana scopre i cassetti rovesciati, l’ammanco dei soldi, le finestre sul retro aperte. Forse la refurtiva era stata gettata dalla finestra oppure l’uomo si era arrampicato. All’arrivo della nuora, dopo pochi minuti, scatta la chiamata ala polizia. Ormai è troppo tardi.

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