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Fusione tra Comuni Ecco le tre ipotesi

Fusione tra Comuni Ecco le tre ipotesi

Pavullo. Ok alla delibera per un piano di riorganizzazione Si discute su municipio unico. L’alternativa: due o più enti

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PAVULLO. Anche il Frignano si incammina sulla strada della fusione tra Comuni, o almeno muove i primi passi ufficiali in merito in due contesti chiave: l’Unione e il capoluogo di distretto. Nel primo ambito lo scorso 25 agosto è stata approvata una delibera di giunta che, se da una parte sollecita a mettere in gestione associata le funzioni fondamentali che ancora mancano, dall’altra avvia le procedure «per l’elaborazione di un progetto di riorganizzazione sovracomunale delle strutture, dei servizi e delle funzioni che esamini anche l’ipotesi di fusione», chiedendo per questo supporto tecnico e finanziario alla Regione.

E giovedì in Consiglio a Pavullo è stato ribadito il passo con l’approvazione della mozione presentata tra le fila dell’opposizione da Giuseppe Melchiorri (Gruppo misto) con cui si dà il via a uno studio di fattibilità che valuti pro e contro dell’accorpamento, che può essere unico (per i dieci Comuni), a due (Alto e Basso Appennino), oppure triplice sulla scia degli attuali subambiti (Lama, Pavullo, Polinago e Serra da una parte; Fanano, Montecreto e Sestola dall’altra e poi Fiumalbo, Pievepelago e Riolunato).

Il dibattito è stato intenso: Melchiorri ha ricordato che le Unioni nacquero con la finalità della fusione, e che alcuni Comuni, a partire da Polinago, si sono detti favorevoli. Ha quindi richiamato i sostanziosi contributi previsti dicendo che «è indispensabile non perdere tempo, perché non è scontato che gli incentivi si mantengano nel tempo: dopo potremmo essere obbligati a fonderci».

Il sindaco Romano Canovi ha appoggiato la mozione, ma sottolineando: «La fusione deve avere dietro un progetto politico di sviluppo e tenuta, non può essere basata solo sui soldi. Se qualche Comune crede di arrivarci bypassando la delega delle funzioni all’Unione, si pone fuori di ogni logica. L’obiettivo deve essere quello di poter parlare con una voce più forte per farci sentire ai livelli superiori».

Tra la minoranza, Davide Venturelli (Insieme per Pavullo) ha espresso perplessità: «Il rischio - ha detto - è che si allontanino i servizi». Deciso no, poi, da parte di Fausto Gianelli (Unione a Sinistra): «La Regione - ha rimarcato - dice di fondere i Comuni sotto ai 3mila abitanti, auspica che lo facciano quelli fino a 5mila ma non c’è stata ancora una fusione di un Comune di 17mila abitanti: noi siamo per dimensione e struttura totalmente al di fuori». La mozione è passata con sette sì, un no (Gianelli) e due astensioni (Venturelli e Giuliano Ferrari). (d. montanari)

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