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«Mi volavano sopra blocchi di mattoni»

«Mi volavano sopra blocchi di mattoni»

Nonantola. La testimonianza del terzo automobilista ferito nell’esplosione della Nosadella: 500mila euro di danni

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NONANTOLA. «Ho visto l’edificio esplodere, un blocco di mattoni ha colpito la mia auto, altri blocchi di pietre mi sono passati sopra e sono caduti dall’altra parte...».

Un racconto choccante quello che Andrea - il terzo ferito nell’esplosione dell’antica locanda - ha fatto ai primi soccorritori, l’altra sera.

L’uomo, 42 anni, residente a Nonantola, si stava recando a Villa Sorra, per fare una corsetta serale con il fratello dopo una giornata di lavoro. Quando è arrivato davanti alla Nosadella, in via Mavora, non ha fatto in tempo a rendersi conto che pochi minuti prima c’era stato un incidente. Ha visto le auto contro la casa e un istante dopo la sua Panda è stata investita dall’esplosione che ha sparato dappertutto le due auto e mezzo edificio.

«La mia Panda era nuova, è distrutta», ha raccontato Andrea che è riuscito a liberarsi solo uscendo dalla parte opposta, poichè nell’urto con un blocco di mattoni di almeno 100 chili la fiancata sinistra dell’auto era maciullata. Impossibile uscire dal lato guida.

Nello scoppio dei vetri l’uomo ha riportato numerose ferite lievi al volto, provocate dalle schegge. Ma un’ora dopo il ricovero era già a casa. E ora attende come gli altri gli accertamenti della polizia municipale, per comprendere le responsabilità dell’incidente, la sua dinamica - quella ormai è chiara - e chi dovrà farsi carico del risarcimento dei danni.

Danni che sono immensi. Oltre alle tre auto distrutte, c’è l’antica trattoria da ricostruire, incluso l’appartamento al primo piano dove vivevano due dei figli del titolare del locale, Tommaso Conte.

Ma danni gravi hanno registrato anche gli altri edifici adiacenti al locale, sul retro, i vecchi magazzini. Investiti a loro volta dai blocchi di pietre che volavano e dall’onda d’urto. Se consideriamo danno da 50mila almeno ai tre automezzi, ce ne sono almeno altri 450mila sugli edifici, senza contare altre amenità. La polizia municipale ha accertato che le tre vetture erano assicurate, inclusa quello del 20enne di origini albanesi che - secondo al attuale ricostruzione dell’incidente - ha “bucato l’incrocio” colpendo l’altro suv di Davide T., il 35enne di Castelfranco che percorreva via Mavora verso Nonantola e finendo anche lui contro l’edificio. Ma ora inevitabilmente si innesca un giro tra compagnie assicurative, oggi tutte in attesa delle ultime relazioni, inclusa quella dei vigili del fuoco che dovrebbe fare chiarezza sulla situazione delle tubature del gas, rotte dall’urto delle auto. Il gas che si è sprigionato ed è esploso, pochi istanti dopo la fuga dei dipendenti e dei figli di Conte, il cui intuito ha evitato il peggio. Hera ha invece già risposto che l’impianto era a norma, anche se in molti l’altra sera si sono domandati come potesse continuare a fuoriuscire il gas della condotta che alimenta l’intera area. Una perdita interrotta tre ore dopo l’incidente. (ase)

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