Paoli-S.Carlo, caso finisce in Consiglio
Non più sei giorni di lezione, ma cinque con più ore Scardozzi (M5S): «L’orario è imposto. E il provveditore?»
Nuovo orario alle scuole medie Paoli-San Carlo, la vicenda finisce in Comune. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza su una decisione che coinvolge circa ottocento studenti. Da quest’anno le classi hanno sei ore di lezione per cinque giorni alla settimana. In più hanno un rientro di cinque ore al sabato mattina ogni cinque settimane. I pentastellati hanno chiesto al sindaco Muzzarelli e all’assessore Cavazza se ci saranno interventi istituzionali e se sarà creata una commissione mista per il prossimo anno scolastico. Il caso in viale Reiter e via Muratori s’era aperto già lo scorso inverno. A gennaio il comitato “Sei ore? No grazie” aveva denunciato che «il comportamento della presidenza è stato adottato senza coinvolgere i diretti interessati». C’era stata un’assemblea partecipata e la preside Stefania Giovanetti s’era detta sorpresa della protesta. Il 21 gennaio è stata lanciata sul web una petizione con la richiesta di sospendere il provvedimento.
«I genitori a favore delle settimana di sei giorni - ha spiegato Elisabetta Scardozzi, consigliere pentastellato e primo firmatario dell’interrogazione - hanno raccolto in pochi giorni 250 firme (cartacee) di genitori contrari alla settimana corta. Il comitato contro l’abolizione del sabato a scuola ha contattato nel frattempo sia il provveditore agli studi che l’assessore comunale, senza ottenere alcun risultato concreto».
L’assessore è Gianpietro Cavazza, destinatario dell’interrogazione con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. I cinque rappresentanti del M5S hanno chiesto come sia stato scelto il percorso e quali siano stati i soggetti coinvolti. Hanno domandato i modi con cui sono stati coinvolti i genitori, come e quando sono stati informati e se sia stato garantito il diritto di scelta tra le cinque e le sei ore al giorno. Chiesto anche se sia stata valutata l’ipotesi di un inserimento graduale a partire dalle prime e se l’ufficio scolastico provinciale abbia adottato qualche provvedimento in merito.
«Alle famiglie delle future seconde e terze - ha concluso Scardozzi - è stato imposto il nuovo orario di settimana corta nonostante la sottoscrizione del piano di offerta formativa all’atto dell’iscrizione, consistente in settimane scolastiche di sei giorni da cinque ore». (g.f.)
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