Gazzetta di Modena

Modena

“Svegliati Aemilia”, ma la gente non c’è

Associazioni modenesi alla manifestazione a Reggio contro le mafie: pochi però i cittadini presenti

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«Oggi la metà delle persone in questa piazza le conosco. Ed è un male, perché mi aspettavo molta più gente e invece siamo in pochi. Dobbiamo svegliarci, e lo dico prima di tutto agli imprenditori come me, perché stiamo ancora dormendo e il rischio è che dopo l’inchiesta Aemilia ce ne sia un’altra e poi un’altra ancora». Cinzia Franchini, presidente nazionale di Cna-Fita, oggetto da anni di intimidazioni malavitose per le sue denunce, esprime senza giri di parole la delusione per una mancata partecipazione di massa all’iniziativa antimafia “Svegliati Aemilia!” che si è tenuta ieri a Reggio e che vedeva parecchi protagonisti modenesi della lotta alle mafie.

I partecipanti, circa 150, si sono dati appuntamento in piazza Gioberti e poi hanno sfilato fino al Parco Cervi, dove si sono susseguiti numerosi interventi: un’iniziativa che cade a un mese dall’inizio del maxi-processo per l’operazione Aemilia dello scorso 28 gennaio. L’imprenditrice modenese nel suo intervento ha detto di ritenere l’imponente inchiesta «soltanto la punta dell’iceberg» della reale situazione del radicamento mafioso nella nostra terra. La presidente di Fita, che si occupa di autotrasporto, uno dei settori più infiltrati, come denunciò per primo l’attuale sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, ha detto che in tema di lotta alla mafia «alle parole spesso non seguono i fatti», portando ad esempio il fatto che le imprese sequestrate alla criminalità e poste in amministrazione giudiziaria finiscano spesso per perdere i loro clienti.

Sullo scarso numero di persone presenti si è soffermato anche il giornalista dell’Espresso, Giovanni Tizian, dal 2012 sotto scorta a seguito delle minacce della ‘Ndrangheta. «Vuol dire che ancora non c’è consapevolezza. Vuol dire che l’inchiesta Aemilia non ha scosso le coscienze come ci aspettavamo». Il magistrato Marco Imperato ha sottolineato come nella sua Procura, Modena, non arrivino denunce, e di come sia difficile concludere i processi per reati come la frode fiscale e la bancarotta, spesso collegati a fenomeni mafiosi. Il pm ha ricordato che in Emilia la mafia «non intimidisce, ma convince e persuade» e coinvolge un esercito di colletti bianchi che presta i suoi servizi».

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