Camposanto. Assalto al bar, tre banditi in fuga con 3.500 euro
Camposanto. Vittima la titolare dell’esercizio di via per San Felice: presi incasso, schede e sigarette «Stavo chiudendo il locale, ero di spalle, hanno rubato le borse dall’auto». I malviventi fotografati
CAMPOSANTO. Una refurtiva da 3.500 euro tra incasso giornaliero, fondo cassa, schede telefoniche, alcune stecche di Marlboro e contanti dal portafoglio personale.
È questo il bottino del furto messo a segno a Camposanto ai danni della titolare di un bar tabaccheria di via per San Felice, molto conosciuta in paese, Patrizia Cavalli.
È andato in scena così l’ennesimo capitolo di una saga di microcriminalità che da tempo compie indisturbata le proprie gesta, ai danni dei cittadini presso le loro abitazioni o sui luoghi di lavoro, persino in piazza, come è accaduto similmente pochi giorni fa a San Felice durante la fiera (bottino 650 euro ai danni del ristorante delle associazioni).
I ladri infatti scelgono con cura le vittime. Coincidenza vuole che proprio nello stesso giorno, giovedì, nel primo pomeriggio una di queste bande composta da tre individui dal forte accento campano avesse tentato una raffazzonata rapina presso la Banca popolare di San Felice a Mortizzuolo. Poche ore più tardi, all’imbrunire, a pochi chilometri di distanza, a Camposanto, altri tre individui dalla pelle olivatsra, presumibilmente nomadi, mettevano a segno con successo il furto dall'ammontare ingente, per una piccola attività come quella della Cavalli.
«Erano le 19,20 e avevo già caricato in auto sia la mia borsa personale che quella contenente l’incasso giornaliero del bar, il fondo cassa, le schede telefoniche e le stecche di sigarette - racconta Patrizia - la sera infatti, quando chiudo porto sempre tutto a casa. Purtroppo l’allarme del bar non si è azionato subito. Neanche il tempo di provare a riattivarlo, voltando un attimo le spalle alla macchina, che non avevo chiuso a chiave perché sarei partita di lì a poco - continua Patrizia - che le due borse non c’erano più».
A quel punto la Cavalli butta d’istinto lo sguardo in giro e a pochi metri di distanza nota «un tipo alto, con felpa grigia e cappuccio in testa» che si allontana indisturbato dal piazzale antistante il bar, con qualcosa di a lei familiare in mano.
«Ho detto: quelle sono le mie borse! Nemmeno il tempo di gridare però- ammette Patrizia- che ho visto l’uomo incappucciato insieme a un altro individuo, proveniente a piedi dalla Farmacia e dallo Studio dentistico di fronte al mio bar, salire veloci su una vecchia utilitaria bianca guidata da un terzo tizio, e sparire in tutta fretta in direzione Cavezzo».
È solo grazie ad una foto scattata con prontezza da un amico della Cavalli, Paolo, anche lui di Camposanto e presente casualmente sul luogo, se i carabinieri di San Felice, che stanno ora conducendo le indagini, sono in possesso di parte della targa dell’auto utilizzata dai banditi per la fuga.
E a Camposanto tutti ora si augurano che possano essere arrestati.
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