«Il nuovo traliccio internet provoca danni ambientali»
Pievepelago. Diffida legale al Comune da un gruppo di residenti di Sant’Anna Ma il sindaco replica: «È falso, guardano al loro orticello e la rete serve a tutti»
PIEVEPELAGO. Proteste per la realizzazione di un nuovo traliccio nella zona di Sant’Annapelago.
Siamo prima del ponte, dalla statale 324 parte a sinistra una stradina che sale sulla montagna conducendo alla località Vacchereccie, La strada diventa poi sterrata nel passaggio in mezzo ai boschi.
Ebbene, il tratto da luglio è stato interessato dai lavori di costruzione, in una piccola radura tra le piante, di una stazione radio base Hiperlan per reti a banda larga, con l’obiettivo da parte di Lepida, la società della Regione che si occupa dello sviluppo delle comunicazioni, di risolvere i problemi di internet che continuano a segnare la vallata del Pelago.
Il progetto si inserisce nel piano generale che punta a portare entro il 2019 la connessione veloce in tutti i comuni dell’Emilia Romagna, recuperando il gap soprattutto di quelli dell’area montana. L’opera è praticamente finita e il cantiere può considerarsi chiuso, dopo la realizzazione di un’altra antenna di fianco al ripetitore Vodafone. Ma secondo un gruppo di residenti l’impatto di un mese di lavori è stato eccessivo in una zona di pregio ambientale, tanto che è stata fatta segnalazione al Corpo Forestale: «Sono stati utilizzati mezzi troppo pesanti per salire sulla strada, che passa anche in mezzo a una strettoia – affermano – il sindaco ha concesso una deroga che ha alzato il limite dai 120 ai 230 quintali e sono rimasti i segni del passaggio, così come in alcuni punti è evidente l’allargamento della carreggiata. Si potevano usare altri mezzi».
Nell’autorizzazione paesaggistica rilasciata già nel marzo 2014 per l’esecuzione dei lavori venivano fatte tre raccomandazioni di fondo: che la base fosse interrata completamente, che la struttura risultasse verde e che non venissero abbattuti alberi intorno.
«E invece di piante ne sono state tagliate – sottolineano i residenti – e la base in cemento armato è stata solo successivamente ricoperta di terreno».
Di qui la formalizzazione dei rilievi anche con il ricorso a un avvocato che nei giorni scorsi ha diffidato il Comune dal consentire nuovi transiti, disponendo al contempo un accesso agli atti per chiarire tutti i passaggi dell’iter autorizzativo.
«Sono anni che continuiamo a dire che questa parte di Appennino è troppo penalizzata dal punto di vista delle comunicazioni a partire da internet - si difende il sindaco Corrado Ferroni – e nel momento in cui si pongono le basi per risolvere il problema ci ritroviamo un gruppo di persone che protestano perché guardano al loro orticello senza pensare al bene complessivo che è in gioco. È stato consentito il passaggio di autocarri per fare i lavori, ma di portata ridotta che alla fine non hanno fatto danni. Per quanto riguarda le piante, è stato lo stesso Comune a chiedere al più presto il ripristino dell’area, così come nelle prescrizioni generali. Ma non c’è nessun caso ambientale, guardiamo invece all’opportunità che viene data al territorio».
Daniele Montanari
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