La liquidazione di Open. co scatena i sindacati: «Traditi»
CASTELVETRO. «Durante i vari momenti di confronto che ci sono stati con tutte le parti in causa, non si è mai fatto cenno alla liquidazione coatta amministrativa. Questo ci allarma moltissimo e...
CASTELVETRO. «Durante i vari momenti di confronto che ci sono stati con tutte le parti in causa, non si è mai fatto cenno alla liquidazione coatta amministrativa. Questo ci allarma moltissimo e richiederemo subito un incontro con il commissario nominato dal Ministero, anche sugli ammortizzatori sociali che abbiamo già concordato: sarà tutto da ridiscutere perché queste misure sono state adottate sulla base di uno scenario che è completamente cambiato. Quello della liquidazione coatta amministrativa è uno scenario inedito per risolvere una situazione di questo tipo». Dire che i sindacati sono arrabbiati dopo il decreto da parte del Ministero dello sviluppo economico della liquidazione coatta amministrativa, richiesta da Legacoop, per l’ex Coop Legno, divenuta circa un anno fa Open.co, dopo la fusione con la reggiana Cormo, di Castelvetro, è un eufemismo.
Dopo la notizia, pubblicata ieri dalla Gazzetta, Rudi Zaniboni di Cgil Fillea è preoccupatissimo. Il ministero ha inoltre nominato il modenese Domenico Livio Trombone nel ruolo di commissario che dovrà gestire la procedura coatta amministrativa (Lca, il parallelo del fallimento) e i sindacati presto lo contatteranno per approfondire parecchi punti del caso Open.co.
«Il tavolo di confronto previsto il 29 settembre è rimandato – prosegue Zaniboni – Noi eravamo usciti rincuorati dopo l’ultimo incontro perché ci avevano parlato di un piano che salvaguardasse i siti produttivi. Ora, dovremo capire con il commissario come fare con gli ammortizzatori sociali, che non vanno più bene perché decisi in altro scenario. Inoltre, chiederemo chiarimenti a chi ci ha prospettato il piano precedente dove si vuole arrivare e perché non ci è stato detto che si voleva procedere così. Prima, inoltre, c’era un piano che interessava diverse aziende del comparto. Ora come si agirà? In altre parole, serve un percorso negoziale che non è mai iniziato, perché l’avremmo avviato una volta esplicitato il progetto, per far sì che nessun lavoratore fosse escluso dall’attività produttiva». I sindacalisti sono in allarme per quanto riguarda l’applicazione dell’articolo 2112 che parla del mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda. «Se si intende ancora applicare questo articolo, allora si può continuare il dialogo. Viceversa, il giudizio è negativo. Se scopriremo che la liquidazione coatta amministrativa è stata messa a punto per bypassare il 2112, che dà parecchie garanzie ai lavoratori, decideremo con i lavoratori come muoverci».
Serena Arbizzi
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