«Migranti, a Modena gli arrivi erano stati sottostimati»
Chi sono gli immigrati a Modena? È giusto parlare di profughi? Come si può migliorare l’accoglienza? Domande poste sabato sera al parco Ferrari. “Temi caldi”, come spiegato dal titolo dell’incontro,...
Chi sono gli immigrati a Modena? È giusto parlare di profughi? Come si può migliorare l’accoglienza? Domande poste sabato sera al parco Ferrari. “Temi caldi”, come spiegato dal titolo dell’incontro, promosso dal Movimento 5 Stelle e moderato dall’avvocato Stefania Ascari.
L’identikit dei nuovi arrivati sul territorio modenese è stato tracciato da Giorgio Dell’Amico. Consigliere della cooperativa Caleidos, è anche coordinatore provinciale del programma Mare Nostrum. «Non abbiamo siriani, eritrei o somali - ha spiegato D’Amico - non si tratta strettamente di profughi. Delle 105 persone andate in commissione dieci hanno avuto lo status di rifugiato. Tanti provengono dal Gambia, dal Senegal, dalla Nigeria, dal Mali, dalla Costa d’Avorio. Scappano da dittature, diritti negati, diverse forme di povertà». Anche a Modena gli arrivi erano stati sottostimati. «C’è stato un errore di seicento numeri più o meno - ha aggiunto con ironia - oggi ci sono 672 posti come ipotesi di gestione (con 639 presenze fino a sabato). Abbiamo un’accoglienza diffusa con circa 85 appartamenti privati, affittati dalla cooperativa, distribuiti su 21 Comuni della provincia. Cinque persone sono seguite dai Centri di salute mentale, vittime di traumi, oltre alle famiglie con bambini. I controlli sono importantissimi». «Il flusso migratorio non si fermerà - ha garantito Valerio Corghi, coordinatore regionale Caritas per l’accoglienza - e non può essere trattato come emergenza: non lo è. A oggi i profughi in Emilia Romagna superano la quota stabilita dal piano». Con i migranti si confrontano ogni giorno le forze dell’ordine. «Modena non è interessata da profughi - ha confermato Michele Stragapede, segretario generale del Siulp - ma la maggior parte sono migranti economici. Dopo che l’emergenza finirà sarà ancora un problema di polizia? Le carceri sono per il 60-70% piene di extracomunitari: qual è il dopo?».
Interrogativi a cui deve rispondere la politica. «Dire basta immigrati è un modo negativo per vedere la questione», ha detto Marco Bortolotti, capogruppo M5S. Bortolotti ha indicato alcune proposte: una Consulta «che funzioni», statistiche sulle presenze, una carta dei servizi, uno sportello amico, lavori socialmente utili per i richiedenti asilo. «A Modena serve una buona Consulta», ha ribadito Ousmane Cissè, presidente di quella delle Terre d’Argine. «È ridicolo che gli Stati litighino per distribuire quote - ha detto il giornalista Amedeo Ricucci, autore di un reportage con profughi siriani - più basse di altri Paesi. Non vengono a fare viaggi di piacere né a rubare il lavoro o i soldi alle casse statali. Fuggono da situazioni di guerra, anche dall’Isis».
Gabriele Farina
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