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l’alluvione a bomporto

Negozianti in rivolta: «Aipo non fa lavori»

di Serena Arbizzi
Negozianti in rivolta: «Aipo non fa lavori»

BOMPORTO. I soldi, tanti, ci sono, ma queste risorse, stanziate per mettere a posto il nodo idraulico e prevenire nuove alluvioni, non vengono utilizzate: ma se un’altra inondazione dovesse colpire...

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BOMPORTO. I soldi, tanti, ci sono, ma queste risorse, stanziate per mettere a posto il nodo idraulico e prevenire nuove alluvioni, non vengono utilizzate: ma se un’altra inondazione dovesse colpire Bomporto, commercianti e residenti se ne andrebbero e il paese diventerebbe fantasma. Sono sul piede di guerra gli esercenti che dopo l’alluvione hanno riaperto.

Aipo ha i fondi necessari per intervenire, ma una volta terminati gli interventi di emergenza, non ha ancora messo mano alle opere strutturali necessarie per una vera prevenzione. Il sindaco Borghi, che giovedì ha incontrato gli esercenti, mercoledì avrà un incontro in cui si tenterà di sbloccare la situazione, ma intanto i commercianti alzano la voce. «La preoccupazione per le nostre attività è ai massimi livelli – commentano Loretta Poletti, Michela Tagliati, Claudia Redeghieri, Francesca Della Marca, Cristina Bruschi, Giuliana e Maurizio Gavioli – Vogliamo vedere Aipo che si muove e invece registriamo inerzia. Nonostante gli interventi eseguiti, relativi alla prima ordinanza per sistemare le emergenze dovute all’alluvione, ora si osserva un fortissimo ritardo sugli interventi strutturali previsti dalle ordinanze per dare maggiore sicurezza al nodo idraulico. I soldi ci sono e si pretende che i lavori siano fatti bene e in fretta. I cambiamenti climatici, i fenomeni piovosi sempre più intensi preoccupano i cittadini, e noi commercianti del centro. Ricordiamo che il centro di Bomporto, a differenza degli altri, ha una conformazione tale che se allagato l’acqua non defluisce. Non se ne va. Bisogna proteggere a tutti i costi il centro del paese ed evitare che si ripeta quanto è già accaduto. Evitarlo è possibile e non si capisce perché non si agisca. Cittadini e commercianti si sono rimboccati le maniche dopo l’alluvione, investendo nuovamente nel centro, anche aprendo nuovi negozi. Ora, senza una ripresa di lavori dopo l’estate, siamo a dire al sindaco di impegnarsi verso gli enti preposti perché il paese sia messo in sicurezza. Chiediamo che quanto emerso dallo studio idraulico sia verificato, ma sia fatta un’opera che dia certezza al centro perché un’altra alluvione significherebbe la morte di tutte le attività. Vogliamo vedere che le istituzioni affrontino nel modo adeguato il tema. Non possiamo aspettare 5 anni come per i prati di San Clemente».

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