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Modena. «Vigili h24, non riusciamo a garantire la sicurezza»

Modena. «Vigili h24, non riusciamo a garantire la sicurezza»

Il sindacato attacca: «In città aumentano gli episodi di violenza contro i cittadini Da rivedere l’organizzazione: la nostra età media è alta e non ci sono i numeri»

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MODENA. Vigili di notte? Così non va. Bisogna rivedere il piano, gli agenti sono calati, la criminalità in città si fa sempre più aggressiva e non ci sono più i numeri per affrontarla, l’età medie di chi scende in strada sfiora i cinquant’anni e non c’è la preparazione adeguata per poter adempiere ai nuovi servizi. d affrontare i nuovi servizi. Il Sulpl, il sindacato maggiormente rappresentativo degli operatori della polizia municipale, dopo circa tre mesi dall’avvio del Piano sicurezza torna alla carica e chiede che il piano sia rivisto e riconcordato con le parti. Le previsioni negative stilate alla partenza si sono rivelate veritiere, secondo il sindacato.

«Continua ad essere netto il dissenso del Sulpl - recita il sindacato - verso chi considera la “sicurezza” e la “percezione” della stessa come fredde percentuali e dati statistici, mentre in città aumentano gli episodi di violenza in danno dei cittadini, anche in zone che venivano considerate tranquille. Scrivevamo a luglio che, a seguito del Piano sicurezza con agenti in servizio tutte le notti, distolti dal lavoro diurno, ci preoccupava il grado di sicurezza che non potevamo offrire alla città, pur avendone le potenzialità. Oggi, invece, con l’attuale organizzazione, non riusciamo a contribuire efficacemente a garantire sicurezza per la città».

Il Sulpl auspica che il Piano venga rivisto e sottolinea che «moltissimi operatori sono cittadini modenesi e sicuramente vogliono il meglio per la loro città. Di contro, chi propone ed avalla questi piani, come un compito da svolgere, non vive a Modena». Il sindacato rispolvera per l’occasione una lettera che inviò in giugno a tutti i gruppi consigl9ari affinchè si opponessero all’approvazione del piano. Un documento che, alla luce della situazione attuale, è più che mai efficace nei contenuti. In sostanza non erano visioni pessimistiche: ciò che veniva paventato ora è realtà.

«Per effettuare un efficace servizio H24 bisogna attuare una programmazione almeno pluriennale - sosteneva e sostiene il Sulpl - Occorre partire dalla sicurezza degli operatori e del comando. Attualmente la maggior parte del personale, a differenza delle altre forze di polizia, è suddiviso in parti quasi uguali tra uomini e donne, 83 queste ultime. La Municipale di Modena ha un’età media che sfiora i 50 anni e solamente 4 operatori hanno meno di 30 anni. Solo dopo aver rivisto nel tempo tali parametri si potrebbe pensare di programmare un servizio che preveda tutte le notti esterne, senza le ovvie ricadute negative sul lavoro in orario diurno e serale, che penalizzerebbe sicuramente il servizio alla cittadinanza. Ad oggi, sono numerosi gli esempi di criticità verificatisi all’interno dei locali del Comando ed altrettanto numerosi i rischi in capo agli operatori, oltre quelli intrinseci al ruolo che gli stessi ricoprono».

«L’organico del personale - insisteva ed insiste il Sulpl - è notevolmente al di sotto delle soglie previste dalla legge regionale e dall’accordo di programma, tra Comune e Regione Emilia Romagna. Prova ne è il fatto che, per il solo anno 2014, le ore di straordinario effettuate dai dipendenti del settore si attestano intorno ad una cifra corrispondente a 112.000,00 euro: questo evidenza di una notevole carenza di personale, tanto da obbligare i dipendenti a prestare numerose ore di lavoro straordinario. È ragionevole ritenere che l’introduzione di ulteriori turni notturni aggraverà sicuramente il problema».

Il Sulpl pertanto insiste nel ribadire come necessaria la gradualità della riorganizzazione e precisa che «nel luglio 2011, quando iniziò il turno notturno parziale, l’organico era di 210 operatori, mentre attualmente, almeno sulla carta è di 204».

Stefano Totaro

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