Casara è in ansia: «Una nuova strada o resteremo isolati»
I residenti della frazione: «Il Comune aveva promesso che i lavori sarebbero partiti in estate ma non c’è traccia»
Casara attende ancora la sua strada e ormai i residenti sono preoccupati, perché il ritorno delle piogge renderà di nuovo difficile la situazione. La frazione più lontana e isolata di Sassuolo, che si trova in territorio di Montegibbio e conta una quarantina di residenti, si è ritrovata isolata prima per la neve a inizio febbraio ma poi, in particolare, a causa di una consistente frana che si portò via un pezzo della strada di accesso al crinale su cui sorgono le case: prima il 24 febbraio e poi di nuovo il 26 marzo. La gente attendeva un ripristino della via, dopo che finalmente i movimenti della terra si erano fermati. Ha aspettato la primavera, poi anche l'estate Un paio di mesi fa l'assessore all'ambiente e protezione civile Sonia Pistoni aveva assicurato che i soldi sono stanziati e che entro l'estate i lavori sarebbero stati eseguiti. Ma siamo in autunno e ancora non è partito nulla. Le ultime notizie ottenute dai residenti che si sono rivolti in Municipio, dicono che il mese dei lavori sarà ottobre e che con ogni probabilità la strada resterà impraticabile per l'intero mese, con nuovi disagi. C'è infatti da scavare, consolidare, realizzare drenaggi che impediscano all'acqua di infiltrarsi nuovamente. È un'opera complessa e anche costosa, nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro. «Il problema – dice un residente – è che si dovrà lavorare di nuovo in condizioni di possibile maltempo e precipitazioni. Questo può prolungare l'intervento, isolando Casara per un periodo ancora più lungo e potrebbe anche determinare nuovi movimenti franosi prima che l'intervento riesca a porre rimedio e a consolidare la situazione. Ci sono stati molti mesi senza piogge in cui si poteva intervenire, è un errore arrivarci solo ora». A causa di un periodo davvero piovoso, fra febbraio e marzo lo smottamento rese difficili i collegamenti con la pianura. Venne creato un sentiero alternativo da percorrere a piedi, per molti giorni i residenti furono costretti a salire e scendere a piedi lasciando le auto a valle della frana e i passaggi quotidiani vennero garantiti solo al camion del latte. Poi venne finalmente realizzato un percorso, sterrato, che doveva garantire l'accesso. Ma la frana continuò a muoversi per un lungo periodo e ci furono ripetuti interventi della protezione civile e degli uffici tecnici comunali per ripristinare il passaggio. «Anche adesso il transito è difficoltoso, ogni tanto vengono a pareggiare la via con camion di ghiaia, ma sono soluzioni provvisorie e noi davvero quest'estate aspettavamo qualcosa di definitivo, come era stato annunciato dallo stesso assessore Pistoni. Non possiamo più aspettare e non vogliamo rischiare un altro inverno come quello passato».
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