"Mollo tutto e lascio Modena". I 292 modenesi di Londra conquistati dalla City
Chi per studiare, chi per lavoro, chi per caso, chi per cercare fortuna senza sapere una parola di inglese: tanti si sono poi stabilizzati e non vorrebbero più tornare
LONDRA. «Se qualcuno è stanco di Londra è stanco della vita: perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può darci».
Così parlava uno dei più illustri letterati della storia britannica del '700, Samuel Johnson. E in tanti, attraverso le epoche a venire devono aver dato ascolto alle parole di questo importante saggista, a giudicare dal fascino che da sempre esercita, soprattutto sui giovani, la capitale inglese.
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Una sorta di terra promessa, per dirla alla Ramazzotti, meta non solo delle prime gite scolastiche all'estero o delle vacanze studio estive per imparare la lingua inglese, ma vera e propria sede di percorsi di studio universitari come l'Erasmus, fino a diventare una nuova casa di vita e di lavoro, per molti giovani europei che la scelgono in cerca di un futuro migliore, che viene loro precluso dai paesi d'origine.
E l'Italia non fa certo eccezione in questo, basti pensare a quanti italiani, anche famosi, proprio da Londra siano passati per coglierne opportunità lavorative ed artistiche, a partire dal fermento culturale della “Swinging London” dei primi anni '60 ad oggi.
Solo per fare alcuni esempi, Milena Canonero, costumista torinese e quattro volte premio Oscar, deve alla capitale inglese l'incontro con il grande Kubrick, che scegliendola come designer per “Arancia Meccanica” ne lanciò la carriera. O ancora il compianto stilista milanese Elio Fiorucci, che dopo un soggiorno a Londra negli anni '60 intuì le potenzialità della moda giovanile, che imperava nelle strade a suon di Beatles e minigonne, e che per primo portò in Italia.
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Un flusso migratorio europeo, soprattutto italiano, che da 50 anni a questa parte non si è mai fermato quello verso la capitale del Regno Unito, semmai è cresciuto in misura esponenziale. Entrando nello specifico della nostra città, i dati ufficiali dell'Aire (L'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, ndr) del Comune di Modena, dicono che ad oggi sono 292 i modenesi residenti in Inghilterra, 165 dei quali proprio a Londra, per un totale di 457 accasati in Gran Bretagna.
Dati parziali ed inerenti solo a chi dalla Ghirlandina ha spostato la propria residenza in Inghilterra, se ad essi aggiungiamo studenti e lavoratori modenesi semplicemente domiciliati a Londra o in altre città inglesi, i numeri sono destinati a salire ancora. Una nuova vita insomma, per questi modenesi che già vivono in Inghilterra, scelta che qualora molti altri volessero compiere però, troverebbe ad oggi un possibile e clamoroso fermo.
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È notizia dei giorni scorsi infatti, di come il governo britannico, in seguito al flusso migratorio epocale che sta colpendo l'Europa, voglia venir meno al Trattato di Schengen e al principio di libera circolazione dei cittadini all'interno degli Stati UE. Scopo del governo inglese, sarebbe quello di ritornare ad una libertà di movimento intesa verso il lavoro e non per cercare fortuna ed occupazione direttamente in loco. Possibile decisione che molto ha fatto discutere e in primis proprio loro, i modenesi che a Londra vivono, e che si dicono in alcuni casi favorevoli «con la moderazione della tendenza di cercare fortuna a tempo indeterminato» e in altri casi invece sfavorevoli ritenendo «triste arrivare ad una decisione così drastica». Come finirà? Ci auguriamo nel modo meno drastico e più giusto possibile per tutti. Per non dover dire bye bye terra promessa.
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