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Il controverso video d’accusa di tre anni fa

La denuncia per diffamazione a mezzo video è arrivata in tribunale ieri ma è stata subito rinviata al 22 dicembre perché la parte offesa - Equitalia - non ha ricevuto in tempo la notifica di...

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La denuncia per diffamazione a mezzo video è arrivata in tribunale ieri ma è stata subito rinviata al 22 dicembre perché la parte offesa - Equitalia - non ha ricevuto in tempo la notifica di convocazione. Un tipico disguido burocratico che arriva in coda a una vicenda che ormai ha più di tre anni. L’imputato è Mauro Merlino, lucchese di 46 anni, residente a Sassuolo, “La voce degli inascoltati”, difeso dall’avocato Paolo Casetta di Bergamo. In quel video postato su Youtube puntava il dito contro i metodi di riscossione di Equitalia e contro l’allora presidente Attilio Befera accusando la società di istigare al suicidio. Un’affermazione ritenuta intollerabile da Befera che ha dato il mandato a presentare la querela.

La giustizia da allora ha fatto il suo lento corso. Nel frattempo il gip di Roma ha ordinato alla polizia postale di cancellare il video (non è più visibile).

Il recente rinvio a giudizio ha spinto Merlino a prendere parola pubblicamente per far conoscere il suo caso con una proposta provocatoria fatta proprio sulle pagine della “gazzetta”. Sottolineando il suo stato di disoccupato a causa della delocalizzazione della sua azienda e del conseguente licenziamento, Merlino annunciava di voler vendere un rene per pagare tasse e cartelle esattoriali e per cercare di salvare almeno la sua casa. La sua indubbia capacità oratoria a attirato dalla sua parte numerosi disoccupati che anche ieri si sono presentati, non senza sacrifici, a Modena per la protesta. Il suo seguito è aumentato e anche i lettori della sua pagina Facebiook.

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