In Emilia Romagna si produce il 17% delle piastrelle di tutto il mondo
Le piastrelle "made in Emilia-Romagna" continuano ad arredare le abitazioni in tutto il mondo. Nei primi sei mesi del 2015 le esportazioni di ceramica della regione hanno superato il valore di 1,8...
Le piastrelle "made in Emilia-Romagna" continuano ad arredare le abitazioni in tutto il mondo. Nei primi sei mesi del 2015 le esportazioni di ceramica della regione hanno superato il valore di 1,8 miliardi di euro, con un aumento del 6,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il comparto delle piastrelle in Italia si sviluppa quasi esclusivamente lungo la via Emilia, nel tratto che unisce Reggio Emilia a Bologna - passando, ovviamente, per Modena - si concentra quasi il novanta per cento della produzione nazionale, un sesto delle esportazioni mondiali. Una piccola area dell'Emilia che compete contro il colosso cinese, detentore del 40 per cento del commercio mondiale e che ogni anno conquista nuove quote di mercato. Sono questi alcuni dati che emergono da un'analisi realizzata dal Centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna in collaborazione con Bureau Van Dijk, attraverso l'utilizzo della piattaforma Trade Catalyst.
Nel 2014 le esportazioni mondiali del settore ceramico hanno sfiorato i 21 miliardi di euro. Dopo la Cina, l'Italia è il secondo Paese per valore delle esportazioni con una quota di mercato mondiale del 17,5 per cento, di cui il 94 per cento ascrivibile a imprese dell'Emilia-Romagna. Vale a dire che ogni cento euro di prodotti ceramici commercializzati a livello mondiale quasi 17 afferiscono a produzioni made in Emilia-Romagna.
Una quota di mercato di grande rilevanza, tuttavia in forte flessione rispetto a soli cinque anni prima, quando la quota dell'Italia era superiore al 22 per cento, solo due punti percentuali inferiore a quella cinese. Se da un lato la concorrenza cinese erode quote di mercato, dall'altro la domanda mondiale di piastrelle e sanitari è in grande espansione, +48 per cento negli ultimi cinque anni, assicurando così buoni risultati anche alle esportazioni italiane.
I dati sulle esportazioni relativi alla prima metà del 2015 confermano il buon andamento del commercio di piastrelle emiliano-romagnole nel mondo. Una crescita del 6,6 per cento rispetto al primo semestre 2014, trainata principalmente dal mercato americano e asiatico. È possibile individuare tre tipologie di mercati. Innanzitutto i mercati driver, costituiti dai Paesi che importano quote importanti di piastrelle emiliano-romagnole e, allo stesso tempo, risultano in forte crescita. Sono i mercati che trainano maggiormente le esportazioni regionali: Stati Uniti, Regno Unito, Canada appartengono a questo gruppo. I mercati "pit stop" ossia Paesi importanti ma in flessione, quindi con una metafora, fermi ai box per un pit stop: sono mercati che potrebbero incidere negativamente sull'andamento export del settore se la loro ripartenza dovesse ritardare a lungo, Francia e Russia sono i principali Paesi appartenenti a questo gruppo. I mercati in rimonta sono ancora marginali in termini di export, ma in forte crescita: possono offrire buone opportunità nel breve periodo e aspirare, nel lungo termine a diventare mercati driver. Tra questi Corea del Sud, Singapore e Brasile.
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