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«La rete di allerta funziona e sarà resa più efficiente»

Siti meteo improvvisati e allarmismi da social network basati su previsioni senza basi scientifiche: a volte nel nostro paese la meteorologia è sepolta da tutto questo. Carlo Cacciamani, direttore...

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Siti meteo improvvisati e allarmismi da social network basati su previsioni senza basi scientifiche: a volte nel nostro paese la meteorologia è sepolta da tutto questo.

Carlo Cacciamani, direttore del servizio idro-meteo-clima di Arpa Emilia Romagna, fa il punto della situazione: «In Italia il sistema di allertamento è operativo dal 2005: possediamo una rete funzionante e in corso di ulteriore ammodernamento».

«La sua gestione - spiega Cacciamani - si basa su due pilastri: le opere di prevenzione, dalla pianificazione degli interventi, alle opere idrauliche, all'azione sugli argini, e il soccorso tempestivo». Al centro, è chiaro, il fattore rischio: «Come molti di voi sapranno, si tratta dell'intersezione tra pericolosità, esposizione e vulnerabilità». Un fattore, quest'ultimo, che dipende dalla nostra gestione del territorio e del patrimonio naturale: che si tratti di riscaldamento globale o di altre forme di manipolazione, il nostro intervento sulla terra non è mai neutro. Ma che si tratti di una conseguenza o di un fenomeno casuale, spesso le ricadute sono enormi in termini ambientali, umani ed economici. Quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione? «Prima di tutto le reti di monitoraggio regionali e una rete radar nazionale», risponde Cacciamani. «Inoltre - continua - i Centri Funzionali, con cui mettere in sicurezza in territori attraverso la coordinazione di Stato, Regioni, Comuni e cittadini». Una rete complessa e difficile da gestire, tenendo conto del margine di incertezza delle previsioni: «Per gran parte di questi fenomeni la prevedibilità è molto bassa e a breve termine: possiamo individuare aree a rischio, ma sapremo con certezza dell'arrivo di un ciclone o di un terremoto solo poche ore prima», spiega Cacciamani.

«Questo - conclude - ci spinge a cercare di snellire e velocizzare il percorso degli avvisi meteo da Roma ai singoli comuni: anche solo un'ora è un tempo troppo lungo». (apdl)

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