«Modena come l’America, più caldo e trombe d’aria»
L’esperto cubano Josè Rubiera e Pierluigi Randi di Meteocenter protagonisti di un dibattito all’università di Modena: «Fondamentale è il sistema di prevenzione»
MODENA. “Meteorologia e sicurezza del territorio”: questo il tema della giornata di ieri, organizzata dal Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari" dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che ha portato al Tecnopolo uno dei più noti esperti internazionali, il meteorologo e professore Jose Rubiera. Direttore del Centro di previsioni dell'Istituto Nazionale di Meteorologia di Cuba e meteorologo della televisione nazionale locale, Rubiera è Vice Presidente del Comitato per gli Uragani e Membro del Gruppo di Esperti della Comunicazione dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm) nella regione americana. «Gli eventi meteorologici estremi - afferma Luca Lombroso dell’Osservatorio Geologico del Dief e organizzatore dell'evento - sono una realtà nuova e sempre più evidente nella meteo climatologia locale e ci pongono di fronte a problemi nuovi nella previsione dei fenomeni e nell'informazione».
«La visita del professor Rubiera - continua Lombroso - è un'occasione per conoscere questi fenomeni e affrontarli». I tornado che interessano con frequenza e intensità la zona di provenienza dell'esperto, infatti, hanno permesso un confronto sul tema della sicurezza: si tratta di un argomento di centrale importanza per il Dipartimento “Enzo Ferrari” che quest’anno celebra i venticinque anni della nascita della Facoltà di Ingegneria a Modena. «Non si tratta solo di questioni scientifiche - commenta il professor Alessandro Capra, direttore del Dief - ma anche di problematiche di ordine politico e civile».
Presente anche il Comune, nella veste dell'assessore all'ambiente Giulio Guerzoni, che ha sottolineato alcuni aspetti della questione: «Enti locali come la Protezione Civile - commenta - hanno sempre più importanza e responsabilità civile come diretta conseguenza dei fenomeni avversi che hanno interessato la nostra regione».
«Uno dei fenomeni più pericolosi e frequenti che interessano Cuba - spiega il professor Rubiera durante la sua presentazione, in inglese e con l'aiuto di numerose diapositive - è quello dei cicloni tropicali: situazioni del genere ci hanno spinto a organizzare un sistema solido di prevenzione».
Alla base, un Sistema Nazionale di Previsioni molto solido, preparato e in grado di collegare preparazione scientifica e informazione pubblica. «È necessario - continua il professor Rubiera - che la rete dei radar funzioni in modo continuativo e permanente e che l'informazione pubblica sia corretta e a immediata disposizione dei cittadini». «Per quanto riguarda questo tipo di fenomeni, nel mio paese gli stessi presentatori meteo nelle televisioni sono meteorologi con esperienza», conclude. La ricetta del professor Rubiera per una corretta ed efficiente preparazione ai danni ambientali è semplice ma chiara: un buon sistema nazionale di previsioni, un'educazione a trecentosessanta gradi sui rischi, che comprende la televisione, la radio, la carta stampata e gli stessi social network, un'informazione chiara e comprensibile e una buona coordinazione fra tutti questi elementi.
Informazioni utili per la nostra zona geografica, anche se i cicloni ci appaiono più lontani e meno probabili dei recenti terremoti e alluvioni. Eppure, non si tratta di un rischio così remoto, soprattutto in relazione ai cambiamenti climatici cui stiamo assistendo: «Per sua stessa conformazione geografica - spiega Pierluigi Randi di Meteocenter srl - la pianura padana presenta tratti analoghi alle grandi pianure americane, in piccolissima scala: di fatto, le Alpi e l'Adriatico svolgono lo stesso ruolo delle Montagne Rocciose e del Golfo del Messico». «Anche se la prevedibilità dei cicloni è quasi nulla, - spiega Randi - un eventuale aumento potrebbe essere legato all'aumento della temperatura: uno dei fattori che determinano questi fenomeni è infatti la salita verso l'alto dell'aria calda e umida, che incontrando la rotazione può dar forma al tornado».
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