Spazzati via ricordi centenari e amicizie
Danila Paltrinieri e la sua famiglia in un attimo hanno perso tutto il patrimonio di affetti e ricordi di un secolo: nelle macerie c'erano le foto di famiglia, i documenti di un secolo, il mobilio,...
Danila Paltrinieri e la sua famiglia in un attimo hanno perso tutto il patrimonio di affetti e ricordi di un secolo: nelle macerie c'erano le foto di famiglia, i documenti di un secolo, il mobilio, persino una cassaforte. Oggetti in parte recuperati solo in novembre dopo aver subito - hanno segnalato in questi anni - anche atti di sciacallaggio. I Paltrinieri hanno sempre sostenuto che il palazzo era di buona fattura come attesta anche una verifica, e che poteva essere recuperato dopo sisma sia in considerazione del valore affettivo di un edificio che riuniva una famiglia e la sua storia, sia degli affreschi che conteneva, sia del vincolo archeologico della Soprintendenza ai Beni Architettonici. In quesi giorni i vigili del fuoco avevano in effetti demolito una parte del palazzo e, ritenendola egualmente danneggiata, ritennero di dover procedere anche alla seconda parte. Le polemiche scoppiarono da subito e, come capita in un paese piccolo, sono state accompagnate da ferite personali difficili da sanare. L’ex sindaco Draghetti (nella foto), che dopo questa vicenda ha di fatto staccato la spina dalla politica e dalle istituzioni, infatti da bambino era spesso ospite dei Paltrinieri. Ieri tutti e quattro gli imputati - uno solo dei quali presente di persona - si sono difesi cercando di chiarire che le loro responsabilità non erano tali da giustificare un processo penale. Bortot, era difeso dal famoso avvocato Paniz di Belluno (che opera con il figlio), parlamentare e già difensore di Berlusconi all’epoca del caso Ruby. Durante le indagini erano state iscritte nel registro degli indagati anche altre persone, la cui posizione poi è stata archiviata.
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