«Anziani e disabili, basta precari»
L’affondo di Cgil sui contratti del personale che lavora in strutture di assistenza
Si sta concludendo in questi mesi il processo di accreditamento definitivo delle strutture per anziani, servizi domiciliari e strutture per disabili della provincia di Modena.
La normativa regionale, infatti, determina dopo il periodo di accreditamento transitorio degli scorsi anni, il passaggio a quello definitivo che prevede, tra le altre cose, un gestore unico per ogni servizio. E su questo Cgil è chiara: «Abbiamo quindi assistito nei mesi scorsi alla definizione del percorso per arrivare alla gestione unica in alcune delle strutture della Provincia che vedevano ancora la presenza contemporaneamente del gestore pubblico e di quello privato. Per l'applicazione completa di quanto previsto dalla normativa regionale manca però ancora un tassello: le strutture a gestione pubblica, a differenza di quelle gestite dai soggetti privati, continuano infatti ad utilizzare il lavoro somministrato per la gestione di tutto il personale infermieristico, ed in alcuni casi anche per parte del personale socio-sanitario, generando inspiegabilmente lavoro precario. Avviene così che ad oggi tutti gli infermieri che operano nelle strutture accreditate in gestione diretta siano lavoratori somministrati a termine che vengono lasciati a casa dopo aver svolto la funzione per 36 mesi, producendo disagio nei servizi con la sostituzione con nuovi infermieri precari. Ciò sta creando grossa preoccupazione non solo tra gli operatori, ma anche tra utenti e familiari che vedono cambiare il personale infermieristico senza alcuna ragione, a danno della professionalità e qualità del servizio stesso. Tutto questo avviene in aperto contrasto con quanto dettato dalla delibera regionale 514/2009, in cui si prevede che la responsabilità della gestione unitaria è assicurata attraverso rapporti di lavoro instaurati direttamente con il soggetto gestore accreditato. Lo spirito della delibera regionale tra l'altro è anche quello di dare stabilità e continuità ai servizi, a tutela degli stessi utenti, continuità che difficilmente può essere garantita attraverso contratti di lavoro a termine in somministrazione. Tali contratti non dovrebbero infatti essere utilizzati per l'organico strutturale dei servizi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
