Dipendenti choccati dopo il flebile spiraglio
Gli operai sono senza lo stipendio di agosto e qualcuno era pronto ad iniziare una nuova avventura
SAN CESARIO. L’ultima riunione di lunedì aveva aperto un nuovo spiraglio per la salvezza occupazionale. Trevisi, di fronte al sindaco e ai sindacati di Ossidan e Rimas, aveva anticipato l’interesse di un altro imprenditore, disponibile a rilevare parte dell’azienda. Era la conferma che molti dipendenti attendevano dopo che alcuni di loro aveva ricevuto telefonate informarli per sondare la disponibilità a ripartire con un nuovo progetto occupazionale.
Ora tutto diventa più complesso, anche perché gli stessi lavoratori sono rimasti turbati e choccati dal gesto estremo della loro guida imprenditoriale. La trattativa a questo punto va in standby, almeno fino a quando sarà elaborato il lutto da parte della famiglia e dai soci, che inevitabilmente dovranno provare a dare continuità alle bozze di accordo raggiunte in municipio.
Dipendenti che da anni convivevano con le difficoltà che Ossidan e Rimas stavano attraversando. «Negli ultimi 6 mesi - spiega una nota della Cgil di metà settembre - anche a causa della riduzione temporale degli ammortizzatori introdotti dalle nuove normative, la situazione è precipitata. Da inizio settembre sono stati infatti attivati ammortizzatori sociali per cessazione di attività: la cassa integrazione per 12 mesi per cessazione alla Ossidan, mentre per Rimas, che ha meno di 15 dipendenti non è stato possibile attivare neppure l’ammortizzatore standard, ma solo una cassa integrazione in deroga di breve durata e, stante la situazione attuale, da ottobre i lavoratori perderanno il posto definitivamente».
Una situazione che colpisce un gruppo variegato di dipendenti, come spiegava nel dettaglio sempre la Fiom-Cgil. «Le condizioni dei lavoratori sono disperate - si diceva prima dell’incontro di lunedì in cui, invece, gli scenari erano leggermente cambiati in positivo - Si tratta in maggioranza di lavoratori stranieri che non possono contare su aiuti dalle famiglie di provenienza, ci sono anche lavoratrici-donne di difficile ricollocazione e lavoratori di famiglie mono-reddito. In molti hanno difficoltà a mantenere le famiglie e a far fronte alle scadenze delle rate di mutui-affitti-utenze. Inoltre, i lavoratori di Ossidan per il nuovo anno di cassa integrazione non possono beneficiare dell’anticipo delle mensilità da parte dell’impresa e potranno percepire gli anticipi solo da parte delle banche (con tutte le difficoltà che ne possono conseguire), attivando le procedure del Protocollo regionale siglato a marzo con le organizzazioni sindacali».
«Se questa è la ripresa annunciata dal Governo - concludeva la Fiom/Cgil - la realtà che tocchiamo quotidianamente con mano è molto diversa anche nel territorio modenese».
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