Letame sulla banca Quattro le denunce ma quanta solidarietà
Concordia. Dopo il blitz notturno Zanardelli sarà denunciato Il popolo del web ne fa un eroe: centinaia di nuovi amici
CONCORDIA. Imbrattamento, esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ma non solo. Contro di Luca Zanardelli, l’ex correntista responsabile della singolare protesta con il getto di un secchio di letame davanti all’ingresso della banca di Poggio Rusco, accusata di avergli applicato tassi usurai, pioveranno anche le denunce per diffamazione aggravata, per aver postato il video su Facebook, e per interruzione di pubblico servizio, visto che la banca ha dovuto chiudere i battenti per due ore per le pulizie.
Insomma, una raffica di contestazioni ipotizzate dai carabinieri del Comune mantovano, che formalizzeranno la denuncia una volta identificato e sentito Zanardelli a sommarie informazioni. Il concordiese protagonista di un gesto dimostrativo che ha fatto il giro d’Italia ha concordato di potersi presentare alla caserma di Poggio venerdì mattina, in quanto impegnato fuori Concordia per lavoro. I reati contestati, visto il contesto italiano attuale, sono per certi aspetti risibili (il servizio interrotto per non far fare lo slalom tra il letame a chi eventualmente entrava in banca...), ma la banca ha annunciato di volerli far perseguire con una denuncia-querela. Perchè ovviamente in ballo c’è molto di più di quanto possa esprimere il codice penale.
Come dimostrano le migliaia di condivisioni, di attestazioni, di incoraggiamenti, le centinaia di richieste di amicizia che in poche ore Zanardelli ha incassato.
Un’ondata di solidarietà da tutt’Italia e prontamente ripresa dai media nazionali.
«Il popolo delle rete - dice quasi sorpreso di tanta attenzione - mi ha osannato alla stregua di un eroe, ma avverto comunque la responsabilità perché so che non passerà inosservato quello che farò, ma in questa fase non sono assolutamente spaventato».
Nel video-rivendicazione registrato ieri notte alle 5 davanti alla banca, Zanardelli aveva promesso un chilo di letame ogni euro che a suo avviso deve ancora avere, oltre 7mila.
L’effetto letame sembra però tramontato, ma la protesta di Zanardelli non si ferma.
«Ho altre idee in testa, le sto elaborando. Tutte legali, comunque», prova a rassicurare.
Un primo passo in realtà l’ha già fatto. Su Facebook ha invitato la gente a chiedere a Intesa San Paolo 17mila euro, «visto che a sentir la banca mi sono stati elargiti pur senza averne avuto diritto. In tanti hanno già telefonato, e sono stati invitati a fissare un appuntamento perché per telefono non vogliono dare informazioni».
Intanto si parte dalla convocazione in casrema di venerdì. «E non escludo di sporgere anch’io una querela».
Alberto Setti
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