«Provincia, è tutto come prima»
I sindaci di Vignola e Savignano chiedono una vera riscrittura dello Statuto
«Un’occasione mancata per incentivare la partecipazione diretta e per riequilibrare i poteri. Chiediamo che lo Statuto provinciale sia riscritto». Con queste parole i sindaci di Vignola e Savignano, Mauro Smeraldi e Germano Caroli, in qualità di rappresentanti della lista provinciale “Uniamoci” (Unione Modena Civica), bocciano nettamente le modifiche allo statuto della Provincia. «Oggi – spiegano Smeraldi e Caroli - si consumerà l’ultimo atto del procedimento di modifica dello Statuto della Provincia di Modena, con la sottoposizione del testo licenziato dal Consiglio Provinciale all’approvazione dell’Assemblea dei Sindaci. A più di un anno dalle elezioni il testo, giunto al Consiglio lo scorso 10 settembre su proposta del presidente Muzzarelli, non è che un lievissimo e quasi impercettibile maquillage normativo del sostituendo Statuto… Lo stesso ricorso all’assegnazione di deleghe ai consiglieri ne esce di fatto distorto, in quanto le deleghe di fatto violano le norme di legge dell’adottando statuto che, al contrario, prevede il “rispetto del principio della collegialità”. Il gruppo consigliare di Unione Modena Civica – proseguono Smeraldi e Caroli – ritiene che l’approvazione del nuovo statuto sia un’occasione mancata per: snellire la struttura dell’attuale statuto ridefinendo il ruolo delle Provincia in particolare nei confronti dei Comuni del territorio, esaltandone le funzioni di assistenza tecnico-amministrativa a favore degli enti locali; incentivare il diffuso ricorso agli istituti di partecipazione diretta (anche con il rimando ad un regolamento ad hoc); riequilibrare i poteri tramite l’ampliamento del ruolo consultivo dell’Assemblea dei sindaci; istituire Commissioni consiliari; istituire una Conferenza permanente dei presidenti delle Unioni dei Comuni quale strumento di coordinamento. Niente di tutto ciò è stato previsto, sebbene i consiglieri di Uniamoci abbiano insistito quantomeno sull’abbassamento dei quorum di accesso agli istituti di partecipazione diretta…Tale concentrazione ed accentramento di poteri nelle mani del presidente non hanno lasciato spazio ad alcuna previsione sul voto di sfiducia nei suoi confronti, né tantomeno ad uno specifico quanto opportuno obbligo per quest’ultimo di astenersi dall’adottare atti riguardanti il proprio comune d’elezione o la Unione dei Comuni di cui sia membro. Per tali ragioni Uniamoci invita i sindaci della Provincia a votare contro l’adozione del nuovo statuto provinciale, rimandandolo al Consiglio per una sua profonda riscrittura».
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