Una vita dedicata ai gatti, l’importanza dell’adozione
CARPI. «Ci sono giorni in cui alle 11 di sera sono ancora in giro in macchina per raggiungere le varie colonie feline sparse sul territorio e portar loro da mangiare e mi chiedo chi me lo fa fare....
CARPI. «Ci sono giorni in cui alle 11 di sera sono ancora in giro in macchina per raggiungere le varie colonie feline sparse sul territorio e portar loro da mangiare e mi chiedo chi me lo fa fare. Poi arrivo li, i gatti mi sentono, si avvicinano e so che se non ci fossi io sarebbero abbandonati a loro stessi, molti morirebbero. E allora, ancora una volta, mi dico che finché riesco, porterò avanti questa cosa».
A parlare è Piera Ferrari, Presidente dell'Associazione Protezione Animali Carpigiana, che gestisce il gattile di Carpi, una struttura che al momento ospita circa 350 gatti stanziali - provenienti dall'intera area dell'unione Terre d'Argine - e cura le colonie feline della stessa area, più quelle presenti sui comuni di Bomporto e Ravarino (per un totale di circa 2300 gatti, da censimento 2013).
«C'è chi pensa che fare volontariato da noi voglia dire venire a fare qualche coccola a piccoli cuccioli trovatelli. In realtà essere volontario in un'associazione come la nostra è invece molto duro, perché si è impegnati ogni giorno per dar da mangiare agli animali, pulire le aree in cui questi stanno, occuparsi delle adozioni. Senza contare tutta la burocrazia cui anche noi siamo chiamati», continua Piera. Sono circa 400 i gatti, di ogni età, che transitano nella struttura in un anno, di cui 250 circa dati in adozione dall'associazione: «Portiamo avanti una campagna di adozioni responsabili -continua Piera - il che significa che non diamo ad una persona un determinato micio solo perché quell'animale è quello che lui vuole: cerchiamo di capire, nel corso di un breve colloquio, quali sono le esigenze della famiglia e di “abbinare” ad ognuno il gatto giusto».
Tra le iniziative che il gattile ha adottato, poi, c'è anche quella dell'adozione a distanza: chi vorrebbe un micio ma non può portarlo a casa può dare un piccolo contributo mensile (10 euro/mese) e andare a trovare il proprio gatto ogni volta che vuole. «E' una delle ultime iniziative che abbiamo messo in campo, un modo carino per sostenere i nostri animali e la struttura: lo scorso anno abbiamo messo a bilancio oltre 130mila euro spesi solo per i gatti, e in tempi di crisi come questi, in cui è sempre più difficile ricevere donazioni, i soldi non bastano mai». Tante le iniziative di raccolta fondi organizzate dall'associazione: dalla pizzata in compagnia all'aperimiao, dal calendario alle bomboniere solidali. Ovviamente, assoluti protagonisti i gatti e chi li ama. Ma che cosa fare se si trova per strada un micino abbandonato o ferito? «Noi siamo reperibili 24 ore su 24 per dare informazioni, ma regola vuole che si debba chiamare il comune in cui l'animale è stato trovato o le forze dell'ordine del posto, che poi forniranno i numeri delle strutture cui fare riferimento. Questa è la regola. In realtà mi ha appena chiamato un ragazzo di Soliera che mentre si trovava a Parma per lavoro ha trovato un gattino abbandonato e me lo sta portando qui: che faccio? Non posso lasciarlo per strada...».
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